venerdì 22 novembre 2013

OMETTERE L'ACCESSO AGLI ATTI PUO' COMPORTARE IL REATO DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO

Corte di Cassazione Penale n. 45629/2013, sez. VI del 13/11/2013

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, che il Collegio condivide, ai fini della integrazione del delitto di omissione di atti d'ufficio, è irrilevante il formarsi del silenzio-rifiuto entro la scadenza del termine di trenta giorni dalla richiesta del privato. Ne consegue che il "silenzio-rifiuto" deve considerarsi inadempimento e, quindi, come condotta omissiva richiesta per la configurazione della fattispecie incriminatrice (Cass. Sez. 6, n. 7348 del 24/11/2009, dep. 2010, Di Venere, rv. 246025; Sez. 6, n. 5691 del 06/04/2000, Scorsone, Rv. 217339).

Nessun commento:

Posta un commento