giovedì 19 dicembre 2013

LICENZIAMENTO DI DIPENDENTE PUBBLICO CHE NON SI E' RESO REPERIBILE NELLA PROPRIA RESIDENZA DURANTE IL PERIODO DI FERIE - ILLEGITTIMITA'

Il lavoratore non è tenuto a comunicare  la destinazione delle proprie ferie  in quanto si verrebbe meno al diritto alla privicy ed è infatti libero di scegliere le modalità (e località) di godimento delle ferie che ritenga più utili (salva la diversa questione dell’obbligo di preservare la sua idoneità fisica, Cass. sez.un.n.1892\82), mentre la reperibilità del lavoratore può essere oggetto di specifico obbligo disciplinato dal contratto individuale o collettivo del lavoratore in servizio ma non già del lavoratore in ferie, salvo specifiche difformi pattuizioni individuali o collettive.



venerdì 13 dicembre 2013

RESIDENZA ANAGRAFICA - PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO


La disciplina di settore ( legge n. 1228 del 1954 e d.p.r. n. 223 del 1989 ) prevede che l'iscrizione all'anagrafe o nei registri della popolazione residente costituisce un diritto ed un dovere di ogni cittadino italiano e straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale.
L'anagrafe registra coloro che hanno fissato nel comune la propria residenza, nonché coloro che, in quanto senza fissa dimora, hanno stabilito nel comune il proprio domicilio ( art. 1, comma 3, legge n. 1228 del 1954 ).
A ciò si correla la funzione dei registri anagrafici, che è quella di rilevare sia sotto in profilo individuale che familiare le posizioni dei cittadini presenti sul territorio. ll cambio di residenza si denuncia solo dopo il verificarsi del mutamento della situazione di fatto da accertare ( ai sensi degli artt. 4 e 5 della legge n. 1228 del 1954 ) ossia dopo il trasferimento di residenza sicché l'avvenuto cambio di residenza in immobile che sia ( ma tale non risulti ) inidoneo dal punto di vista igienico sanitario non preclude astrattamente l'iscrizione all'anagrafe.


sabato 7 dicembre 2013

VIDEORIPRESE EFFETTUATE NELL'ATRIO DI UN UFFICIO POSTALE - MANCANZA DI AUTORIZZAZIONE DEL GIUDICE - UTILIZZABILITA'


Tratto dal sito www.adods.org  nella seguente  inserzione

Per quanto riguarda i mezzi di ricerca delle prove da parte della Polizia giudiziaria, La Corte di Cassazione, con sentenza n. 30177 del 4 giugno 2013, ha affermato la legittimità delle riprese effettuate senza autorizzazione del giudice,  da parte della Polizia Giudiziaria, nell'area riservata ai dipendenti di un ufficio postale, ove vi sia installato l'orologio marcatempo delle presenze giornaliere.

mercoledì 4 dicembre 2013

ACCESSO AI DOCUMENTI O ACCESSO CIVICO



Nei siti istituzionali si ha diritto di accedere  “direttamente ed immediatamente, senza autenticazione ed identificazione”; solo in caso di omessa pubblicazione può essere esercitato, ai sensi dell’art. 5 del citato d.lgs., il cosiddetto “accesso civico”, consistente in una richiesta – che non deve essere motivata – di effettuare tale adempimento, con possibilità, in caso di conclusiva inadempienza all’obbligo in questione, di ricorrere al giudice amministrativo, secondo le disposizioni contenute nel relativo codice sul processo (d.lgs. 2.7.2010, n. 104).

L’accesso ai documenti amministrativi, disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della legge 7.8.1990, n. 241 è riferito, invece, al “diritto degli interessati di prendere visione ed estrarre copia di documenti amministrativi”, intendendosi per “interessati….tutti i soggetti….che abbiano un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”; in funzione di tale interesse la domanda di accesso deve essere opportunamente motivata. Benchè sommarie, le indicazioni sopra fornite appaiono sufficienti per evidenziare la diversificazione di finalità e di disciplina dell’accesso agli atti, rispetto al cosiddetto accesso civico, pur nella comune ispirazione al principio di trasparenza, che si vuole affermare con sempre maggiore ampiezza nell’ambito dell’amministrazione pubblica.

venerdì 22 novembre 2013

OMETTERE L'ACCESSO AGLI ATTI PUO' COMPORTARE IL REATO DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO

Corte di Cassazione Penale n. 45629/2013, sez. VI del 13/11/2013

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, che il Collegio condivide, ai fini della integrazione del delitto di omissione di atti d'ufficio, è irrilevante il formarsi del silenzio-rifiuto entro la scadenza del termine di trenta giorni dalla richiesta del privato. Ne consegue che il "silenzio-rifiuto" deve considerarsi inadempimento e, quindi, come condotta omissiva richiesta per la configurazione della fattispecie incriminatrice (Cass. Sez. 6, n. 7348 del 24/11/2009, dep. 2010, Di Venere, rv. 246025; Sez. 6, n. 5691 del 06/04/2000, Scorsone, Rv. 217339).

lunedì 18 novembre 2013

MALATTIA PROFESSIONALE E SUPERAMENTO DEL PERIODO DI COMPORTO



La Corte del merito – si legge nella sentenza – ha fatto corretta applicazione di tali principi, non limitandosi a considerare la natura professionale della malattia, ma doverosamente accertando la riconducibilità della stessa a colpa datoriale, verificata anche attraverso la c.t.u. espletata, le cui conclusioni sono state nel senso che la lavorazione cui era addetta il lavoratore era caratterizzata dai rischi specifici costituiti dalla ripetuta movimentazione di pesi sebbene non eccessivi e dalla esposizione a sbalzi di temperatura. Pertanto non pare licenziabile il lavoratore che supera il periodo di comporto a causa di malattie riconducibili all'attività lavorativa.

sabato 9 novembre 2013

RIPOSI E FESTIVITA'

Sunto del Dott. Bruno Olivieri tratto dal sitto www.informalavoro.com


La vigente normativa in materia (D.Lgs 66/2003) riconosce al lavoratore il diritto alla salute e all’integrità psico-fisica garantita attraverso i cosiddetti riposi. Le tipologie di riposo sono le seguenti:

Ø  RIPOSO GIORNALIERO: è il diritto del lavoratore a sospendere la prestazione lavorativa per almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore. La consecutività può essere derogata solo in alcuni casi e attività caratterizzate da regimi di reperibilità;
Ø  PAUSE DI LAVORO: Qualora l’orario di lavoro ecceda le 6 ore il lavoratore ha diritto ad un intervallo per pausa le cui modalità e durata sono stabilite da CCNL e che comunque non devono essere inferiori a dieci minuti.
Ø  RIPOSO SETTIMANALE: è il diritto del lavoratore ad un riposo continuativo di almeno 24 ore per ciascuna settimana lavorativa.
Per convenzione il riposo settimanale cade con la giornata della domenica e si cumula con le ore di riposo giornaliere per la giornata di lavoro antecedente quella del riposo settimanale .
Il riposo settimanale è calcolato come media in un riposo non superiore a 15 giorni
Il riposo settimanale non è mai retribuito
Ø FESTIVITA’: sono delle giornate di riposo riconosciute al lavoratore in relazione a ricorrenze religiose o civili e retribuite comunque al lavoratore.
Festivita’ infrasettimanale: viene retribuita al lavoratore una giornata come se avesse lavorato;
Festività cadente di domenica: viene retribuita al lavoratore una giornata in più considerando che la domenica non è mai retribuita;

Lavoro Festivo: in caso di prestazione lavorativa durante una festività riconosciuta dal CCNL, il lavoratore percepirà, oltre la retribuzione spettante per la festività, il pagamento della prestazione maggiorata in funzione del diritto al riposo non goduto.

RIPOSI E FESTIVITA'

I RIPOSI E LE FESTIVITA’ (di Bruno Olivieri)



La vigente normativa in materia (D.Lgs 66/2003) riconosce al lavoratore il diritto alla salute e all’integrità psico-fisica garantita attraverso i cosiddetti riposi. Le tipologie di riposo sono le seguenti:

Ø  RIPOSO GIORNALIERO: è il diritto del lavoratore a sospendere la prestazione lavorativa per almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore. La consecutività può essere derogata solo in alcuni casi e attività caratterizzate da regimi di reperibilità;
Ø  PAUSE DI LAVORO: Qualora l’orario di lavoro ecceda le 6 ore il lavoratore ha diritto ad un intervallo per pausa le cui modalità e durata sono stabilite da CCNL e che comunque non devono essere inferiori a dieci minuti.
Ø  RIPOSO SETTIMANALE: è il diritto del lavoratore ad un riposo continuativo di almeno 24 ore per ciascuna settimana lavorativa.
Per convenzione il riposo settimanale cade con la giornata della domenica e si cumula con le ore di riposo giornaliere per la giornata di lavoro antecedente quella del riposo settimanale .
Il riposo settimanale è calcolato come media in un riposo non superiore a 15 giorni
Il riposo settimanale non è mai retribuito
Ø FESTIVITA’: sono delle giornate di riposo riconosciute al lavoratore in relazione a ricorrenze religiose o civili e retribuite comunque al lavoratore.
Festivita’ infrasettimanale: viene retribuita al lavoratore una giornata come se avesse lavorato;
Festività cadente di domenica: viene retribuita al lavoratore una giornata in più considerando che la domenica non è mai retribuita;

Lavoro Festivo: in caso di prestazione lavorativa durante una festività riconosciuta dal CCNL, il lavoratore percepirà, oltre la retribuzione spettante per la festività, il pagamento della prestazione maggiorata in funzione del diritto al riposo non goduto.

domenica 20 ottobre 2013

DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI IN SEDE DI SINISTRO STRADALE - DATI SENSIBILI DI ALTRO SOGGETTO

Diritto di accesso ai documenti amministrativi  
                                                 

TAR Puglia, Lecce, sez. II, 13/9/2013, n. 1915 - Diritto di accesso ai documenti amministrativi – soggetto coinvolto in un sinistro stradale – istanza di accesso alla documentazione medica che ha consentito il rilascio della patente di guida speciale ad altro soggetto coinvolto nell’incidente stradale – diniego – illegittimità


Dal combinato disposto degli artt. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990 e 60 del decreto legislativo 196 del 2003 si desume che quando il diritto di accesso ai documenti è preordinato all’esercizio della difesa in giudizio dei propri diritti e interessi legittimi, questo diritto deve poter essere esercitato anche quando si tratta di accedere a dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale di un terzo. Pertanto, è illegittimo il provvedimento con il quale la Commissione medica locale presso l'Asl di riferimento ha rigettato l'istanza di accesso agli atti del soggetto in relazione alle limitazioni dell'altro soggetto coinvolto nel sinistro (in particolare, dell’estratto cronologico storico della patente di guida speciale, nonché dei referti medici o di commissione sanitaria che hanno consentito il rilascio delle rispettive patenti con le limitazioni di guida).


tratto dal sito www.adods.org nel seguente link:
http://www.adods.org/4/post/2013/10/diritto-di-accesso-ai-documenti-amministrativi-in-sede-di-sinistro-stradale-inerenti-i-dati-sensibili-di-altro-soggetto.html

ART. 126 BIS CO.2 - PATENTE A PUNTI - NON SI DECURTANO AL PROPRIETARIO DEL VEICOLO CHE NON INDICA IL CONDUCENTE

La Corte Costituzionale, con sentenza n, 27 del 24.01.2005, ha ritenuto l’art. 126 bis, comma 2 del Codice della strada, costituzionalmente illegittimo  nella parte in cui assoggetta il proprietario del veicolo alla decurtazione dei punti della patente  quando omette di comunicare le generalità del conducente che ha commesso l’infrazione, in quanto verrebbe violato il principio di ragionevolezza. Precisa altresì che l'omissione della comunicazione dei dati può essere sanzionata ai sensi dell'art.180 Co.8 del c.d.s.

La suprema corte di Cassazione ha sentenziato per ben due volte, a sezioni unite, ( Cass. Sez. unite civili n. 16276 del 12/07/2010; Cass. Sez. unite n. 3936 del 13 marzo 2012 ) la non operatività della decurtazione dei punti al proprietario del mezzo ,  se non è stato accertato chi si trovasse alla guida al momento dell' infrazione.

sabato 19 ottobre 2013

CONGEDO STRAORDINARIO DI CUI ALL' ART. 42 CO. 5 D. LGS 151/2001 - ASSISTENZA A PORTATORE DI HANDICAP GRAVE - LEGGE 104/92 - SOGGETTI AVENTI DIRITTO

Il ministero della giustizia ha rigettato l’istanza di trasferimento presentata da F.U., ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), per poter assistere il proprio zio materno S.A., nominato nel 1985 protutore e fattosi carico del mantenimento del ricorrente, rimasto orfano, con lui convivente
Con il secondo decreto l’ufficio dell’organizzazione delle relazioni del personale e della formazione del Ministero della giustizia aveva annullato ex tunc due provvedimenti con i quali il ricorrente era stato collocato in congedo straordinario per assistenza a disabile in situazione di gravità per un totale di 120 giorni. Con lo stesso decreto era stata disposta nei confronti del sig. F.U. la contestuale decadenza da ogni trattamento economico. Ritenendo il richiedente persona non affine e/o parente entro il terzo grado convivente, quindi non i legittimato a fruire del congedo straordinario. L’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001 rubricato «Riposi e permessi per i figli con handicap grave» prevede, nel testo in vigore, che: «Il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ha diritto a fruire del congedo di cui al comma 2 dell’articolo 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, entro sessanta giorni dalla richiesta.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 18/7/2013 n. 203, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell’art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stabilite, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla disposizione impugnata, idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.
2) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 29, 32, 35 e 118, quarto comma, della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale della Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria, nella parte in cui «in assenza di altri soggetti idonei, non consente ad altro parente o affine convivente di persona con handicap in situazione di gravità, debitamente accertata, di poter fruire del congedo straordinario», con ricorso indicato in epigrafe.


Tratto dal sito www.adods.org dal seguente link
:http://www.adods.org/4/post/2013/10/congedo-straordinario-di-cui-all-art-42-co-5-d-lgs-1512001-assistenza-a-portatore-di-handicap-grave-in-riferimento-alla-legge-10492-soggetti-aventi-diritto.html

venerdì 4 ottobre 2013

CARTELLA CLINICA - CONFIGURA IL REATO DI FALSO IN ATTO PUBBLICO L'AGGIORNAMENTO DELLA CARTELLA "ORA PER ALLORA".

Corte di Cassazione Penale n. 37314/2013, sez. V del 11/9/2013


Inserire dati ed aggiornare una cartella clinica in date diverse e distanti fra loro, può fa configurare il reato di falso. Al riguardo, posto che la grossolanità ed innocuità del falso vengono prospettate essenzialmente in relazione al fatto che appariva rilevabile ictu oculi l'aggiunta dell'annotazione, vale ricordare il principio già affermato da questa Corte, secondo cui in tema di falso documentale, ai fini dell'esclusione della punibilità per inidoneità dell'azione ai sensi dell'art. 49 cod. pen., occorre che appaia in maniera evidente la falsificazione dell'atto e non solo la sua modificazione grafica. Di conseguenza, le abrasioni e le scritturazioni sovrapposte a precedenti annotazioni, le aggiunte evidenti, pur se eseguite a fini illeciti immediatamente riconoscibili, non possono considerarsi, di per sé e senz'altro, un indice di falsità talmente evidente da impedire la stessa eventualità di un inganno alla pubblica fede, giacché esse possono essere o apparire una correzione irregolare, ma non delittuosa, di un errore materiale compiuto durante la formazione del documento alterato dal suo stesso autore.
Spetta, poi, al giudice di merito stabilire, fornendo congrua motivazione, se le peculiarità della specifica alterazione siano da ritenere un'innocua correzione oppure l'espressione di un'illecita falsificazione grossolanamente compiuta (Sez. 5, n. 3711 del 02/12/2011 - dep. 30/01/2012, Baldin, Rv. 252946; Sez. 5, n. 10259 del 07/10/1992, Borzì, Rv. 192299). 


lunedì 23 settembre 2013

DIRITTO ALLA RISERVATEZZA - ASSENZA DAL LAVORO PER MALATTIA - DATI PERSONALI SENSIBILI - INCLUSIONE


La Prima Sezione Civile ha affermato che costituisce diffusione di dati personali sensibili, ai sensi del d.lgs. n. 196 del 2003, quella relativa all’assenza dal lavoro di un dipendente per malattia, in quanto attinente alla salute del soggetto cui l’informazione si riferisce.

ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA R.C.A. - ASSICURATO TRASPORTATO - DANNO ALLA PERSONA - RISARCIMENTO A CARICO DEL PROPRIO ASSICURATORE - SPETTANZA


Corte di Cassazione  n. 19963 del 30 agosto 2013.

Alla luce della giurisprudenza della Corte di Giustizia (sentenza 1° dicembre 2011, Churchill Insurance/Wilkinson), la Sezione Terza ha affermato che, sulla base del principio solidaristico “vulneratus ante omnia reficiendus”, il proprietario trasportato ha diritto, nei confronti del suo assicuratore r.c.a., al risarcimento del danno alla persona causato dalla circolazione non illegale del mezzo, essendo irrilevante ogni vicenda normativa interna e nullo ogni patto che condizioni la copertura del trasportato all’identità del conducente (“clausola di guida esclusiva”).



domenica 22 settembre 2013

IRRILEVANTE, AI FINI PROBATORI, LA DICHIARAZIONE DELL’AGENTE POSTALE PER PROVARNE LA TEMPESTIVITA' DELLA NOTIFICA - INDISPENSABILI LE RICEVUTE.

La Corte di Cassazione Civ. Con la sentenza n. 21042 del 13 settembre 2013 imprime un'ulteriore rafforzamento sul convincimento che il termine per le notifica riguardante il c.d.s. debba essere considerato perentorio. La Corte ha accolto il ricorso di un uomo che aveva proposto opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione del Ministero dell’interno.
L’ordinanza era stata notificata subordinatamente ad un verbale di accertamento per violazione dell’art. 142/8 del Codice della Strada. In prima Istanza il ricorso del Ministero venne accolto dal Tribunale e successivamente cassato dalla S.C., atteso che era incorsa la tardività della notifica in falsa applicazione dell'art. 140 c.p.c. e 201 del C.d.s. , concretizzatasi oltre i 150 giorni (ora novanta) . L'agente notificatore del servizio Postale Italiano ha dichiarato di aver notificato il verbale di accertamento, ma non ha fornito alcuna prova con le conseguenti ricevute postali, in difetto delle quali la successiva notifica doveva ritenersi eseguita oltre i 150 giorni.

sabato 21 settembre 2013

CHI OBBLIGA IL PROPRIO DIPENDENTE A PARTECIPARE AD UNA RIUNIONE COMMETTE IL REATO DI VIOLENZA PRIVATA

TRATTO DAL SITO WWW.ADODS.ORG NEL SEGUENTE LINK


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 32463 del 6 settembre 2013, conferma la condanna inflitta ad un dirigente di un Comune che obbliga la propria dipendente a non lasciare la riunione ed a concludere il discorso iniziato. Nella fattispecie la dipendente del Comune stava abbandonando la riunione a causa delle tensione sorte in seno ad essa, ma fu seguita è costretta dal dirigente a continuare. Il Dirigente è stato condannato per violenza privata.

SICUREZZA LAVORO E ORARIO DI VIAGGIO COMPUTATO IN STRAORDINARIO

tratto da  www.adods.org al seguente link: http://www.adods.org/4/post/2013/09/september-21st-2013.html

La Corte di Cassazione con sentenza n, 18237 del 29 luglio 2013, investita della decisione riguardante ll'assoggettamento a contribuzione inps e premi inail del 50% per quanto riguarda le somme di indennità di trasferta ha ribadito quanto sgue:” IL TEMPO PER RAGGIUNGERE IL LUOGO DI LAVORO RIENTRA NELL'ATTIVITA' VERA E PROPRIA E VA QUINDI SOMMATO AL NORMALE ORARIO DI LAVORO COME STRAORDINARIO”. Per la Corte l'unica disposizione applicabile al caso è quella prevista dal Dlgs 314/1997in base al quale le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto a compiere l'attività lavorativa in luoghi sempre diversi, anche se corrisposte con continuità le indennità di navigazione e di volo previste dalla legge o dal contratto collettivo, concorrono a formare il reddito nella misura del 50% del loro ammontare.
Altra sentenza non meno importante, Cass. n. 27779 del 25 luglio 2013, afferma il principio della responsabilità del datore di lavoro anche in caso di negligenza del lavoratore.

venerdì 20 settembre 2013

LICENZIAMENTO DI DIPENDENTE CHE RIFIUTA UNA MANSIONE SUPERIORE – ILLEGITTIMO

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17713 del 19 luglio 2013, afferma che il licenziamento del dipendente che rifiuti mansioni superiori a cui siano connessi rischi d'imputazione penale che non rientrino nelle competenze indicate nel CCN di settore, deve considerarsi illegittimo.

ASSICURAZIONE - SUSSISTE LA COPERTURA ANCHE IN MANCANZA DEL PAGAMENTO DEL PREMIO - PER ESSERE LIQUIDATI BASTA IL PREVENTIVO DEL DANNO SUBITO.

(Cass. n. 3654 del 14/02/2013)

L’articolo 1460, 2^ comma, c.c. si applica anche alla sospensione dell’assicurazione di cui all’art. 1901 c.c. La S.C afferma  che il principio di cui all’art. 1460 del c.c. deve essere applicato anche alla sospensione dell’assicurazione prevista dall’art. 1901 c.c.     Nella sostanza, in una polizza contro gli infortuni, in occasione di un sinistro stradale,  non può rifiutare il pagamento a favore dell’assicurato assumendo che , al momento del sinistro, la garanzia era sospesa perché non era stato versato il premio annuale nel termine contrattualmente convenuto.

Altro indirizzo giurisprudenziale della S.C., viene assunto nella Sentenza n. 14535/2013, secondo cui, per ottenere il risarcimento dall’assicurazione basta presentare il solo preventivo di spesa per la riparazione del danno subito.

 
Immagine
(Cass. n. 3654 del 14/02/2013)

L’articolo 1460, 2^ comma, c.c. si applica anche alla sospensione dell’assicurazione di cui all’art. 1901 c.c. La S.C afferma  che il principio di cui all’art. 1460 del c.c. deve essere applicato anche alla sospensione dell’assicurazione prevista dall’art. 1901 c.c.     Nella sostanza, in una polizza contro gli infortuni, in occasione di un sinistro stradale,  non può rifiutare il pagamento a favore dell’assicurato assumendo che , al momento del sinistro, la garanzia era sospesa perché non era stato versato il premio annuale nel termine contrattualmente convenuto.

Altro indirizzo giurisprudenziale della S.C., viene assunto nella sentenza n. 14535/2013, secondo cui, per ottenere il risarcimento dall’assicurazione basta presentare il solo preventivo di spesa per la riparazione del danno subito.

giovedì 19 settembre 2013

RISPONDE DI OMICIDIO COLPOSO IL MEDICO CHE NON SI OPPONE ALLE DIMISSIONI DEL PAZIENTE DALL'OSPEDALE DISPOSTA DAL DIRETTORE DEL REPARTO

Ferme restando le altrui responsabilità, siccome anticipato, il medico che insieme al direttore del reparto compie attività sanitaria non può pretendere di essere sollevato da responsabilità ove ometta di differenziare la propria posizione, rendendo palesi i motivi che lo inducono a dissentire dalla decisione eventualmente presa dal direttore. Infatti, tenuto conto degli interessi primari da salvaguardare e delle qualificate e specifiche competenze professionali dei protagonisti, non può affatto ritenersi che il medico, chiamato allo svolgimento di funzioni sanitarie, possa venir meno al dovere primario di assicurare, sulla base della miglior scienza di settore, le migliori cure ed attenzioni al paziente, in base ad un male interpretato dovere di subordinazione gerarchica. Né, il medesimo può assumere a propria discolpa la circostanza che il paziente fosse stato da altri seguito in prevalenza (in specie dal dott. S. , direttore sanitario): egli partecipò alla visita collegiale, ebbe a disposizione tutti i dati clinici del caso raccolti in cartella, ebbe modo di osservare l'O. , potendone raccogliere anche ogni sorta di utile informazione al fine di potersi rendere conto dell'inopportunità dell'immediata dimissione.

NULLE LE MULTE DEI VIGILI IN BORGHESE




La cassazione Cassa le multe contestate dall'agente che non e' in servizio e non indossa la divisa, poichè non "riveste la qualifica di agente di polizia giudiziaria". In tal caso dunque non e' tenuto a multare gli automobilisti. Il vigile in borghese aveva fatto la contravvenzione ad una signora a cui poi l'aveva recapitata a casa. I giudici del palazzaccio ricordano che "gli agenti preposti alla regolazione del traffico e gli organi di polizia stradale di cui all'art. 12 del Codice, quando operano sulla strada devono essere visibili a distanza mediante l'uso di appositi capi di vestiario o dell'uniforme". I giudici di Piazza Cavour sottolineano che "come risulta da quanto riportato nella sentenza impugnata e da quanto ammesso dallo stesso Comune, il verbale di contestazione e' stato redatto da un agente della polizia municipale in abiti civili e fuori dal servizio di vigilanza che si trovava a bordo della propria autovettura nel flusso del traffico". Per questo, conclude la Corte, "l'agente di polizia municipale nel momento dell'accertamento dell'infrazione contestata a [...] non rivestiva la qualifica di agente della P. G. come sostenuto dal Comune".  

mercoledì 18 settembre 2013

CARTELLA ESATTORIALE E' NULLA SE NON VENGONO RIPORTATE LE CAUSALI DELLE SOMME PRETESE

La questione posta con il mezzo, sembra doversi esaminare, tenendo conto, anzitutto, del pacifico e consolidato orientamento giurisprudenziale, per cui in ipotesi di liquidazione di imposta, ai sensi degli artt. 36 bis del dpr n. 600/1973 o 54 bis del dpr n. 633/1972, la cartella di pagamento costituisce l’atto con il quale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesa fiscale e come tale deve essere adeguatamente motivata, nonché della puntualizzaziene desumibile dal principio, successivamente affermato, secondo cui “La cartella esattoriale deve contenere indicazioni sufficienti a consentire alla contribuente l'agevole identificazione della causale delle somme pretese dall’Amministrazione Finanziaria ed erroneamente il Giudice di merito afferma <l'equipollenza tra la corretta indicazione di tali elementi nell’atto impugnato e la conoscenza che, di fatto, di essi abbia avuto il contribuente>, giacchè nessuna equipollenza assume rilievo, essendo piuttosto necessario il corretto adempimento dell'obbligo di motivazione del ruolo e della cartella” (Cass. n. ll466/2011).

VISITE FISCALI - INPS CONDANNATA


La Cortedi Cassazione, con l’ordinanza n. 15723 del 21 giugno 2013, ha condannato l’'INPS al trattamento di malattia negato al lavoratore sul presupposto dell'ingiustificatezza dell'assenza dal domicilio del lavoratore, non reperito in occasione della visita fiscale. Il lavoratore, però, presenta un certificato medico che, seppur generico, attesta la sua presenza dal medico curante presso il quale questi si era recato quando non era stato trovato al domicilio.

La S.C. Accoglie il ricorso e condanna l'INPS alle spese dell'intero giudizio.

domenica 8 settembre 2013

CONCORSI PUBBLICI - 1886 CARABINIERI NUTRONO SPERANZE CONCRETE

 TRATTO DA WWW.ADODS.ORG

DECRETO LEGGE SULLA RAZIONALIZZAZIONE NELLA P.A. – NUTRONO SPERANZA I VINCITORI DI CONCORSO TAGLIATI FUORI DALLA SPENDING REVIEW.

Immagine

I vincitori di concorso non assunti a causa della spending review  hanno finalmente la possibilità di essere chiamati ed essere incorporati nei rispettivi posti. Si leggeva molto sul web sulle discussioni afferenti al mancato assorbimento degli aspiranti Carabinieri (1886) che venivano lasciati fuori dalla spending review. Nella riunione del Consiglio dei Ministri n. 21, del 26 agosto 2013 si è data finalmente una chiara direttiva sulla razionalizzazione delle assunzioni nella P.A. e sulla mobilità degli stessi dipendenti pubblici. Sul contrasto al fenomeno del precariato il Consiglio dei Ministri ha statuito la necessità di assumere prioritariamente i vincitori di concorso degli idonei appartenenti alle graduatorie approvate dal 1 gennaio 2008. Si auspica sia un'interpretazione estensiva che vada ad assimilare anche il Comparto militare e FF.PP., anch'esso toccato dagli anzidetti tagli. Le decisioni assunte nella riunione sono state successivamente emanate con il  D.L. n. 101 del 31 agosto 2013, ove, nell'art. 4,  meglio si potrà leggere nel merito (Disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego). Non si potrà altresì far a meno di notare la disposizione inerente l'assunzione di nuove mille unità in seno al Corpo dei Vigili del Fuoco. 

domenica 1 settembre 2013

CONTESTAZIONE IMMEDIATA IN SEDE DI SINISTRO STRADALE - NECESSARIA

Corte di Cassazione Civile sez. II 2/7/2013 n. 16555
Omessa contestazione in caso di violazioni relative a un sinistro stradale
Nelle violazioni relative a un sinistro stradale non è sufficiente riportare sul verbale che l’accertamento è avvenuto a seguito dell’intervento in loco per “incidente stradale con feriti”, mentre dovrà essere chiarito che sono stati necessari ulteriori accertamenti e verifiche dato che il solo fatto che gli accertamenti delle violazioni siano connesse a un sinistro non impedisce la contestazione immediata.



domenica 18 agosto 2013

NOTIFICA A MEZZO POSTA



Alla stregua dei principi generali enunciati dalla Corte Costituzionale con le Sentenze n. 03/2010 e n. 258/2012 nonchè, per quanto di rilievo in questa sede, dalla Corte di Cassazione, fra l'altro, con le sentenze n. 1224/1999 e n. 28856/2005; queste ultime, in particolare, hanno affermato che nel caso di notifica a mezzo posta e di irreperibilità relativa, le modalità di notifica devono essere rigorosamente osservate e menzionate nell'avviso di ricevimento, deducendone che la dove, come nel caso, dalla sola annotazione dell'Agente Postale riportata nell'avviso, non possa ricavarsi l'avvenuto puntuale espletamento di tutte le prescritte formalità, e segnatamente il luogo di immissione dell'avviso, la notifica non può ritenersi correttamente effettuata

martedì 23 luglio 2013

NOTIFICA E REMISSIONE IN TERMINI

Remissione in termini: Deve essere concessa qualora l’imputato non non abbia avuto effettiva conoscenza del provvedimento e, l’“incolpevole ignoranza” , non ne costituisce più presupposto di applicazione
La prima sezione della Corte di cassazione, con sentenza n. 2627 del 17 giugno 2013, ha accolto il ricorso in merito alla mancata possibilità di proporre opposizione al decreto penale di condanna, notificato in ritardo.
Il decreto penale era stato notificato presso lo studio del difensore, ove era stato eletto domicilio, ma, avendo,l'imputato, cambiato residenza, la lettera raccomandata inviatagli dal difensore stesso per informarlo della condanna, gli veniva recapitata in ritardo, cioè quando il termine per proporre opposizione al decreto era già scaduto.
Il ricorrente, innanzi alla S.C., sosteneva l’incolpevole ignoranza a seguito della riforma dell’art. 175 c.p.p. ad opera del D.L. 17/2005, conv. con mod. nella L. 60/2005. Le notifiche al difensore d’ufficio non possono costituire, quindi, una presunzione di conoscenza effettiva da parte dell’interessato.

domenica 23 giugno 2013

L'INPS E' TENUTA AD EROGARE LA PENSIONE DI REVERSIBILITA' IN AGGIUNTA ALL'INTEGRAZIONE AL MINIMO DELLA PENSIONE DIRETTA


Corte di Cassazione Sezione civile, lavoro n. 13233/2013 del 28/5/2013



Questa Corte ha più volte osservato che le pensioni godute dallo stesso soggetto, che siano erogate da uno stesso istituto assicuratore o da istituti diversi, una quale pensione diretta e l'altra quale pensione ai superstiti, ineriscono a rapporti ben distinti, e questa distinzione si estende anche alle eventuali integrazioni al minimo, costituenti accessori della pensione in relazione a cui sono
  dovute o di fatto sono corrisposte. Ne consegue che, in caso di riconoscimento della integrazione al minimo della pensione per cui questo beneficio effettivamente spetti, in base all'art. 6, terzo comma, del D.L. 12 settembre 1983 n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983 n. 638, non e esclusa l’operatività delle norme limitative della ripetizione, quali l’art. 52 della legge 9 marzo 1989 n. 88 e l’art 1, comma  duecentosessantatreesimo, della legge 23 dicembre 1996 n. 662 con riferimento alle somme che siano state erroneamente corrisposte a titolo di integrazione (anche per gli stessi periodi) su un'altra pensione (Cass. 27 aprile 2001 n. 6142; Cass. 12 maggio 2001 n. 6618; Cass. 18 dicembre 2001 n. 15996; Cass. 7 febbraio 2008 n. 2868; Cass. 17 ottobre 2011 n. 21427).
Ne consegue la inoperatività della compensazione, ed a maggior ragione di quella impropria, stante la distinzione dei rapporti.
Non avendo l’INPS neppure dedotto, e tanto meno provato, che nella specie l’indebita percezione sia derivata da dolo dell’assicurata (ex art. 52 L. n. 88/89), il ricorso deve pertanto respingersi.

sabato 22 giugno 2013

FOTOGRAFIE EFFETTUATE CON AUTOVELOX - POSSIBILE VIOLAZIONE DELLA PRIVACY - RESPONSABILITA'




Convenne innanzi al Pretore di Bologna il Corpo di Polizia Municipale di omissis chiedendone la condanna al risarcimento dei danni patiti per la violazione della sua privacy, nella somma di L. 5.500.000. A suo dire il 26 aprile 1998 un apparecchio autovelox aveva ritratto la sua vettura con a bordo una sua cliente e la foto era stata allegata alla notifica del verbale della infrazione ai limiti di velocità, e, dopo la notifica effettuata presso la sua abitazione, la documentazione era stata consegnata irregolarmente nelle mani della moglie, che aveva chiesto il ritiro. Di qui la turbativa della pace domestica e familiare. E la riferibilità all'Ente di appartenenza dell'agire anzidetto, nei suoi profili di accertamento-contestazione-notificazione, e non certo al Ministero dell'Interno - è completata dalla indiscutibile legittimazione del Sindaco-Comune per i procedimenti di opposizione ex lege n. 689 del 1981, al verbale di contestazione redatto dagli agenti della Polizia Municipale (Cass. 17189/2007 - 21624/2006).
La riferibilità delle conseguenze dannose ex art. 2043 c.c., dell'agire di tali Agenti è poi evidente alla luce del disposto dell'art. 28 Cost. e art. 2049 c.c.. E' dunque errata, come esattamente denunziato, la statuizione della Corte di Bologna di "estraneità" del Comune dalle conseguenze illecite dell'agire dei suoi dipendenti, accertatori e notificatori della contestata violazione del codice della strada .

AUTOVELOX NASCOSTO - REATO DI TRUFFA

Immagine
La Corte di Cassazione, seconda sezione penale, con la sentenza 22158 del 23 maggio 2013 ha ritenuto configurabile il reato di truffa a carico della società fornitrice dell' autovelox, usato in maniera occulta e non visibile agli automobilisti. L' illegittimità dell'apparecchiatura e configurabile dal posizionamento effettuato in maniera tale da essere accultato agli stessi automobilisti e, seppur le numerose circolari ministeriali siano state , nel merito, esaustive, alcuni comuni , pur di far cassa, continuano a violare le prescrizione riguardanti il loro uso . Gli atuovelox, in sostanza, devono essere visibili e debitamente segnalati, poiché, secondo la Corte di Cassazione si potrebbe incorrere nel reato di truffa. Per la la S.C. è legittimo il sequestro dell'apparecchiatura poiché esiste un "rapporto di strumentalità tra i beni sequestrati e il reato di truffa per cui si procede" .

mercoledì 1 maggio 2013

AVVOCATI - PARCELLA CONDIZIONATA DALL'ESITO DELLA CAUSA


Una sentenza della Corte di cassazione n. 4781/2013 ha stabilito che l'avvocato ha diritto al compenso solo se assicura al cliente una possibilità di vittoria, non dovrebbe avere diritto alla parcella qualora l'attività da questi svolta si riveli, sotto l'aspetto processuale, totalmente infruttuosa. Basta quindi assumere ugualmente incarichi anche quando vi sia una congrua possibilità di una positiva risoluzione della controversia.



CARABINIERI FERITI DAVANTI A PALAZZO CHIGI


TraTto da www.adods.org


Immagine
Mentre i Ministri giurano innanzi al Presidente, due Carabinieri ed una passante vengono feriti da una persona davanti a Palazzo Chigi. Un segnale preoccupante che non può essere sottovalutato, ma soprattutto, doveva essere prevenuto. Si continua ad avere quell'atteggiamento pressapochista e superficiale che contraddistingue chi ci rappresenta. L'errore è tendere a sminuire i fatti e le situazioni, ritenendo che colui che arriva ad azioni del genere, debba essere uno squilibrato. Analisi superficiali e fuorvianti. Da tempo si doveva ipotizzare e preparare ad un innalzamento della recrudescenza popolare che avrebbe potuto portare a gesti inconsulti, comunque immaginabili. Alla disperazione non può essere data una misura, c'è chi si toglie la vita ma c'è anche chi decide di colpire lo Stato, anche se , ahimè, le forze dell'ordine rappresentano un bersaglio immediato che paga sovente il prezzo più alto. Un gesto condannabile che dovrebbe far riflettere sullo scenario che potrebbe prospettarsi all'orizzonte, in una società dilaniata dalla corruzione e dalla disoccupazione.

CARABINIERI - COSA SI NASCONDE DIETRO IL SUICIDIO?


trAtto da www.adods.org


Immagine
Porto Viro, in provincia di Rovigo, un appuntato dei carabinieri uccide il Maresciallo e la consorte, in un impeto d'ira. Come sempre, senza ombra di dubbio, improvvisamente si sentirà dire che è una tragedia inspiegabile e, precisamente:”"Un attimo di follia, un gesto folle che non ha alcuna giustificazione", ha detto il tenente colonnello Enrico Mazzonetto, comandante provinciale di Rovigo facente funzioni, parlando dell'omicidio-suicidio avvenuto in caserma. "Resta una profonda amarezza - ha proseguito - e ora nei colleghi carabinieri delle vittime e in tutti c'é una priorità comune: stare vicino alle due famiglie e dare il massimo conforto e sostegno ai familiari". Ogni volta che succede una tragedia od un suicidio nelle file dell'Arma dei Carabinieri, il movente è sempre inspiegabile, oppure riconducibile a problemi personali e familiari che non attengono all'attività di servizio. Ma è possibile che Nell'Arma dei Carabinieri, vista la sequela dei suicidi occorsi negli anni, si debba ancora oscurare la realtà!? Prima di entrare nell'Arma viene effettuata una selezione fiscale e puntuale sotto tutti gli aspetti, financo psicologici , quindi, ricondurre il tutto a semplici gesti di follia, equivarrebbe a mascherare e minimizzare il problema reale . Spesso le lamentele esternate ai superiori su possibili situazioni di conflitto all'interno di una caserma, vengono minimizzate o non prese in seria considerazione, proprio perché potrebbe esporre il superiore in grado, a critiche e censure, ed è difficile nell'Arma dei Carabinieri anteporre le ragioni di un subalterno al comportamento, magari non corretto, del superiore. Insomma, è evidente che in seno alle istituzioni manca un organismo che vagli le segnalazioni dei militari e conduca una seria e doviziosa indagine al fine di valutare possibili abusi o depistaggi. Abbiamo verificato la percentuale di suicidi nell'Arma? In nessuna amministrazione dello Stato vi è una percentuale così alta. Ci sarà pur un motivo? O vogliamo ancora fare finta di niente?

Si auspica che, negli ambienti di lavoro di carattere militare e/o di Polizia, in un momento così difficile per tutta la società, ci possa essere finalmente quella trasparenza che in ogni dove si prospetta per tutte le amministrazioni dello Stato, oggettivamente subordinata ad una reverente applicazione del Diritto.

Che fare?    E' necessario che si vada negli Stati Uniti e si impari da loro, che sono avanti anni luce nell'affrontare queste problematiche . Nelle polizie americane, infatti, esistono dei reparti interni deputati a "filtrare" dal punto di vista psicologico e funzionale (nel senso di operativo, attinente alle funzioni) le situazioni di frustrazione lavorativa, ed il senso di inutilità e oppressione psicologica e funzionale che inevitabilmente, in misura maggiore o minore, prima o poi attanaglia tutti gli operatori, portandoli o ad abusi di potere e corruzione o a manifestazioni di violenza autolesionistica . Per questo delicato compito vengono impiegate persone esperte nei servizi operativi e psicologicamente preparate . In Italia, invece, si continua a lavorare a compartimenti stagni: da una parte il settore operativo e dall'altra il servizio medico (cui , erroneamente, viene totalmente devoluta la risoluzione di queste complesse ed articolate problematiche, che non sono solo  -e spesso affatto- mediche) . Forse è il caso che le forze di polizia italiane,  inclusi i Carabinieri , si proiettino davvero verso il futuro, guardandosi allo specchio e trovando la forza di riorganizzare la propria funzione nella società, senza ridurre il "burn out" degli operatori ad un fatto esclusivamente medico. Sarebbe molto più utile riorganizzare le proprie risorse umane in funzione delle effettive capacità, facendo sì che ciascuno si senta funzionalmente gratificato dal compito che svolge, ed avverta il proprio lavoro come davvero utile e importante, dal più umile al più alto. Insomma, per dirla con l'eterno Fantozzi, nessuno dovrebbe sentirsi, nella Forze dell'Ordine, una "merdaccia" . In questo senso potrebbe essere quantomai utile una organizzazione operativa delle varie Forze sul modello anglosassone o germanico, in cui la pur necessaria piramide gerarchica è assai mitigata dallo stimolo alla crescita professionale che viene attribuito ai livelli inferiori della piramide, così che nessun livello di essa venga "sprecato". Ad esempio, non è raro, negli omologhi americani o tedeschi, assistere a lezioni di aggiornamento su determinati profili di lavoro  che i migliori operatori del ivelli inferiori svolgono a favore di quelli superiori.
In definitiva, probabilmente occorre una visione un pò più moderna dell' organizzazione della nostre Forze di Polizia (ma il discorso potrebbe ben riguardare anche le Forze Armate) , in cui tutti si sentano importanti e nessuno insostituibile, in cui le doti individuali siano messe a disposizione del team . E si finisca una volta per tutte con queste continue conferenze-stampa : si lavori di più per la sostanza e meno per la TV ed i giornali ! Si valorizzino a questo scopo gli uffici-stampa delle varie Forse di Polizia e si lavori con maggior riservatezza e sobietà.
Diversamente, si continuerà fatalisticamente a prendere atto dell'esplosione di aggressività  degli operatori , verso se stessi o verso gli altri, con il rischio niente affatto remoto di emulazione in pejus . Chi ha gradi e responsabilità , li eserciti in modo maturo e costruttivo, e possibilmente senza paternalismi e retoriche che nella società moderna (e gi operatori delle varie Forze vivono appieno nell'oggi) sono inefficaci e controproducenti.

28 aprile 2013.

giovedì 25 aprile 2013

MARO' ITALIANI TRATTENUTI IN INDIA - LA VERGOGNA DI UN GOVERNO


Tratto da http://www.adods.org/news.html

Immagine
il 19 febbraio del 2012 sono stati arrestati in India, due militari Italiani, con l'accusa di aver ucciso al largo della costa del Kerala, due pescatori Indiani , scambiati erroneamente per dei pirati. A quasi un anno dal loro arresto , dopo una sequela di rinvii da parte dell'alta corte del Kerala per decidere sulla competenza territoriale , si apprende che la decisione è stata rinviata di altri tre mesi. Ulteriormente derisi e beffeggiati da una Nazione che non ha mostrato un minimo di riguardo per i nostri militari. Se finora si è ritenuto che le nostre pretese potessero trovare fondamento nell'istituto del Diritto internazionale in merito alla competenza nelle acque internazionali , ci si chiede come mai allora è stato deciso, con il bene placido del nostro governo, di consegnare i militari alle autorità Indiane.

Non è nostro intento entrare nel merito , fare valutazioni sulle responsabilità dei militari nell'espletamento delle loro funzioni e analizzare la censurabilità delle loro azioni sotto l'aspetto prettamente giuridico, ma è sicuramente diventata una esigenza esternare le nostre perplessità sul comportamento del nostro governo e di chi lo ha labilmente rappresentato in quel frangente, biasimando la condotta debole e inetta. I militari Italiani nello scacchiere Internazionale vengono rispettati per la loro professionalità, ma sempre meno considerati dai rappresentanti del nostro governo.

Si condivide il ragionamento già postato su un blog di Geronimo:“ MARO' ITALIANI ARRESTATI IN INDIA - LENTEZZA ED INERZIA DEL NOSTRO GOVERNO “.

Giuliana Sgrena, una giornalista “Italiana” che con le proprie riflessioni ideologiche ha sempre esternato la sua antipatia verso alcune Istituzioni , ha scritto che i militari Italiani dovrebbero essere giudicati in India , in uno Stato democratico ove la giustizia non può essere peggiore di quella Italiana. Condanna nel medesimo articolo la “ferrari" per la solidarietà dimostrata ai nostri militari , rimarcando il differente comportamento del governo nell'affrontare il problema dei Marò con quello relativo all'uccisione di Nicola Calipari. In sostanza, a detta della giornalista, il governo avrebbe dovuto insistere in egual modo con l'America affinché un loro militare venisse giudicato in Italia per la morte del funzionario rimasto ucciso in Iraq. Situazioni simili ma differenti nella materia del contendere , perché non si sta giudicando un fatto criminoso, ma la competenza territoriale di due nazioni in acque Internazionali . E' da criticare l' U.S.A perché ha fatto giudicare un suo militare nella propria Nazione? La stessa cosa avrebbe dovuto fare lo Stato Italiano nei confronti dei propri militari.

La solidarietà di noi Italiani viene messa in discussione dagli atteggiamenti di alcuni giornalisti che trovano facile parlare quando si trovano da una parte della palizzata e ammutoliscono quando si trovano dall'altra parte. Meno facile però dovrebbe essere dimenticare che a rimetterci la vita per trarre in salvo la vita della giornalista è stato sempre un servitore dello Stato , uno di quelli che oggi la Sgrena continua a contestare. Giuliana Sgrena, qual'è la verità? Chi esprime i propri pensieri sugli altri, in situazioni così difficili, dovrebbe usare onestà intellettuale e coerenza, quella coerenza che non è stata dimostrata dalla Sgrena quando ha accettato il pagamento del riscatto da parte di un governo da lei definito corrotto, come si ritiene possa essere avvenuto, quella coerenza che non è stata dimostrata nel chiedere ed accettare che un militare Italiano rischiasse la propria vita per salvare la sua. Ma la coerenza ed il coraggio non sono parole che si scrivono su un giornale, si hanno, o non si hanno.

Porgiamo i nostri omaggi ai marò Italiani e auguriamo loro un repentino rientro in Italia . Buon Natale.


2  dicembre  2012.

MILITARE NATO DI STANZA IN ITALIA – GIURISDIZIONE - FATTO NON PREVISTO DALLA SUA LEGGE NAZIONALE COME REATO – PRECISAZIONE DELLA GIURISDIZIONE

Tratto dal sito http://www.adods.org/news.html


Immagine
La Corte di Cass. Penale quinta sez. sentenza n. 46340 ud. 19 settembre 2012 in un procedimento relativo ad una operazione di c.d. “estraordinary rendition” eseguita con il concorso di personale militare statunitense, ha affermato che, nel caso di sequestro di persona effettuato in territorio italiano da militare straniero di stanza in Italia, sussiste, ai sensi dell’art. VII comma 2 lett. b) della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 (c.d. Convenzione NATO-SOFA), la giurisdizione esclusiva dell’autorità giudiziaria italiana qualora il fatto non sia previsto come reato dalla legge nazionale del suddetto militare. Nella medesima occasione la Corte ha altresì stabilito che l’apposizione del segreto di Stato intervenuta successivamente alla legittima acquisizione da parte dell’autorità giudiziaria delle notizie cui lo stesso si riferisce non ne determina l’inutilizzabilità ai fini del giudizio.


30 settembre 2012

IL GOVERNO E L'ODIO SOCIALE - LASCIA A CASA 1886 ASPIRANTI CARABINIERI


Tratto dal sito http://www.adods.org/news.html 

Immagine
In tempi non sospetti presumevo che la situazione socio politica contemporanea ,condizionata dalla crisi economica dei mercati finanziari nazionali ed internazionali, avrebbe reso possibile l'aumento dei delitti più efferati , in un tracciato sintomatico individuabile nel tempo fra la fine del 2012 ed il 2013. Reputavo si sarebbe vissuto un possibile ritorno ad eventi ricollegabili  agli attentati terroristici degli anni 70, con un incremento tipologico dei reati e della loro gravità. Chi ha personalmente avuto modo di conoscere il pensiero di chi scrive, sà che tale analisi non precludeva la possibilità di un ritorno alla riorganizzazione definita da alcuni “ anarco insurrezionalista”,parola oggi usata con una certa consuetudine per definire quelle frange organizzate che un tempo venivano semplicemente chiamate:“terroristiche” .L'ipotesi si respirava sempre più nell'aria a causa della complessa situazione politica. Si riteneva altresì che anche i reati da tempo abbandonati dalle associazioni criminali, come il “ sequestro di persona”, perché ritenuti rischiosi processualmente e sotto l’aspetto organizzativo , sarebbero potuti riprendere, specialmente in quelle aree ove tutt'oggi risentono più di altre della crisi del lavoro. L'attuale governo non ha fatto nulla per migliorare la situazione, anzi, ha solo pensato a non intaccare i forti capitali ed a non smontare l'asse politico delle Regioni e delle province , e,nella vecchia maniera, ha eletto nuovi commissari negli Istituti di vigilanza:”CONSOB” “ISVAP” “GARANTE PRIVICY” ETCC.. Ha aumentato le tasse ed anche i contributi unificati per ricorsi innanzi alla Giustizia Amministrativa, come se il diritto alla difesa non fosse già dispendioso per il cittadino. Insomma, tutto è stato fatto da questo Governo per plasmare l'attuale disperazione sociale. La decisione più assurda del governo, in un periodo così complesso,ove si presume possano sorgere  reazioni non controllabili ,  è quella di annientare il ricambio generazionale delle forze di polizia, limitando il numero dei vincitori di un concorso pubblico di1886 Carabinieri ad un numero ristretto di sole 216 unità. Miliardi di  sprechi in posizioni di comodo per i politici e loro decidono di ridurre l'ingresso di questi giovani già vincitori di concorso.

Nella trasmissione“TERRA” trasmessa da “canale 5” il 14 ottobre2012, un minatore Sardo del Sulcis ha detto “Per andare in televisione bisogna tagliarsi le vene – riferendosi ad un'azione dimostrativa di un altro operaio  – ma questa volta le vene le taglieremo a loro”. Chi governa non ha mai ascoltato le lamentele dei cittadini e non ha capito le reali difficoltà delle famiglie , tanto meno credo abbia ascoltato questa minaccia, che altro non è che l'ennesimo grido di disperazione.

La trasmissione "Quinta colonna" nella puntata del 12.11.2012 su rete 4 incomincia ad affrontare il problema  della sicurezza e mette in risalto il repentino aumento dei delitti. Si affronta altresì il mancato ricambio delle forze dell'ordine. Solo un presentimento?

http://www.video.mediaset.it/video/quinta_colonna/full/357875/puntata-del-12-novembre.html

domenica 21 aprile 2013

DOPPIO "BUONO PASTO" AI POLIZIOTTI PRIVI DI MENSA



Immagine

TRATTO DA  WWW.ADODS.ORG
Il tar del Lazio, con sentenza n. 1431/2013, interviene sulla controversia sorta fra alcuni poliziotti ed il Ministero della Giustizia, riguardante la spettanza del doppio buono pasto qualora manchi la mensa e ci si trovi innanzi ad una situazione di prorogato servizio. Nella fattispecie, la permanenza in servizio prorogata di ulteriori 3 ore, oltre il turno giornaliero di 9, spetta, in assenza della mensa, un ulteriore buono pasto, non superiore a n. 25 mensili, oltre all'indennità di disagio pari ad Euro 15,00 (2010) nei limiti degli stanziamenti di bilancio.

domenica 14 aprile 2013

COOPERATIVE - SOCIO LAVORATORE - CONTRATTI COLLETTIVI


La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 59 del 29 marzo 2013 , ha dichiarato la legittimità costituzionale dell’art. 7, comma 4, della Legge n. 31 del 2008, sollevata dal Tribunale di Lucca - in riferimento all’art. 39 della Costituzione, che disciplina la libertà sindacale e l’autonomia collettiva professionale. La sentenza della Corte riguarda la regolamentazione dei rapporti di lavoro nel settore cooperativo in presenza di una pluralità di contratti collettivi e conferma la legittimità costituzionale dell’articolo 7, comma 4 della L. n. 31/2008, secondo cui: “Fino alla completa attuazione della normativa in materia di socio lavoratore di società cooperative, in presenza di una pluralità di contratti collettivi della medesima categoria, le società cooperative che svolgono attività ricomprese nell’ambito di applicazione di quei contratti di categoria applicano ai propri soci lavoratori, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 3 aprile 2001, n. 142, i trattamenti economici complessivi non inferiori a quelli dettati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria”.

COSTO ORARIO DEL LAVORO PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE DEL SETTORE SOCIO-SANITARIO-ASSISTENZIALE-EDUCATIVO E DI INSERIMENTO LAVORATIVO - COOPERATIVE SOCIALI.   Cliccare nella stringa sottostante.

http://www.adods.org/4/post/2013/04/cooperative-e-associazioni-socio-lavoratore-contratti-collettivi.html