lunedì 21 maggio 2012

PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - CORRETTEZZA E BUONA FEDE

 La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21485 del 18 ottobre 2011, ha riaffermato l’illegittimità del licenziamento qualora il datore di lavoro non usa il suo potere nel rispetto delle regole di correttezza e buona fede in un  procedimento disciplinare. La Suprema Corte ha chiarito che l’art. 7 della L. 300/1970 subordina la legittimità del procedimento di irrogazione della sanzione disciplinare alla previa contestazione degli addebiti, al fine di consentire al lavoratore di esporre le proprie difese in relazione al comportamento ascrittogli.  Tale disposizione pone in capo al datore di lavoro il dovere di gestire il potere disciplinare secondo iprincipi di correttezza e buona fede.

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