venerdì 14 dicembre 2012

CONDANNA PENALE PER IL FARMACISTA DI TURNO CHE CHIUDE PER PAUSA PRANZO


L'ingiustificata prestazione del servizio farmaceutico da parte del responsabile della farmacia di turno  integra il reato di cui all'art. 331 del codice penale . Pertanto, ogni qualvolta che il farmacista di turno non assicuri il servizio , vi è una condotta obiettiva di interruzione o di sospensione del servizio , che determina il turbamento della regolarità di tale servizio nel suo complesso." Tale principio viene enunciato dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 46755 del 3 dicembre 2012.


giovedì 13 dicembre 2012

LAVORARE IN MALATTIA - LICENZIAMENTO LEGITTIMO - STRAORDINARI MATURATI DA CAPO REPARTO E NON LIQUIDATI - NON SPETTANO



Esaustiva la sentenza della Corte di Cassazione 29 novembre 2012, n. 21253 che delinea i confini dell'attività lavorativa straordinaria e l'illegittimità del lavoro presso altra attività durante il periodo di malattia.

A volte bisognerebbe ponderare attentamente l'utilizzo troppo spesso forzato dello straordinario e la capacità di svolgere  altre mansioni durante il periodo di malattia.

mercoledì 12 dicembre 2012

IL LAVORO STRAORDINARIO DEVE ESSERE PREVENTIVAMENTE AUTORIZZATO - ECCEZIONI


Il lavoro straordinario nel pubblico impiego deve essere preventivamente autorizzato. Il principio della indispensabilità della previa autorizzazione subisce eccezione quando l’attività sia svolta per obbligo d’ufficio, ma deve pur sempre trattarsi di esigenze indifferibili ed urgenti e che, in ogni caso, è sempre necessaria una successiva autorizzazione, sia pure ex post. Consiglio di Stato sez. III 24/11/2012 n. 5953

lunedì 10 dicembre 2012

RIPOSO NON GODUTO E NON REMUNERATO - RISARCIMENTO DANNO PISCO- FISICO - LEGITTIMITA' - PRESCRIZIONE DECENNALE.


Il Consiglio di Stato n. 6161/2012, sez. V del 3/12/2012 ritiene che il riposo non fruito e non remunerato, causa di danno psico-fisico, debba essere oggetto di giusto risarcimento. La prescrizione per l'azione risarcitoria si prescrive dopo dieci anni.


domenica 9 dicembre 2012

LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO DEL PUBBLICO DIPENDENTE CHE COLLABORA CON L'AZIENDA DI FAMIGLIA


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 20857 del 26 novembre 2012, ha affermato la legittimità del licenziamento intimato ad una dipendente statale per violazione del divieto di cumulo di impieghi ed incarichi lavorativi in costanza di rapporto di lavoro subordinato con la P.A.

venerdì 7 dicembre 2012

LA RESPONSABILITA' DEI MEDICI NELLA SALA OPERATORIA


La pronunzia della Corte di cassazione n. 44830/2012 ritiene che la trascuratezza che si manifesta nella gestione di un intervento chirurgico, sia addebitatole a tutti sanitari. Innanzi ad un rischio grave e macroscopico si deve tenere conto nella programmazione dell'atto chirurgico.
Una grave ed ingiustificata trascuratezza coinvolge, secondo la Corte d'appello, in primo luogo la responsabilità del primo operatore chirurgico a capo della equipe e analogo addebito può essere mosso al secondo operatore, che oltre ad essere coinvolto nell'intervento, se direttore, è direttamente chiamato alla gestione dei profili organizzativi. Infine, secondo il giudice di merito, si configura pure la responsabilità dell'anestesista su cui gravavano specifiche incombenze connesse al ruolo ed alla competenza. In ogni caso, il rischio quando grave ed evidente, coinvolge senza meno le competenze professionali afferenti a ciascuna delle figure professionali in esame.

giovedì 6 dicembre 2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - L'ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO PRESSO LA STAZIONE DI POLIZIA E' ILLEGITTIMO


La Corte di Cassazione, Asez. Pen. con Sentenza 14 marzo – 31 maggio 2012, n. 21192 rimarca che il terzo comma dell'art. 186 del c.d.s. non prevede l'accompagnamento coattivo del conducente presso gli uffici di polizia. Le ipotesi di accompagnamento coattivo al di fuori delle ipotesi prescritte dalle norme non sono legittime.

martedì 4 dicembre 2012

NOTIFICAZIONE DELLA CARTELLA DI PAGAMENTO - SI ESPRIME LA CORTE COSTITUZIONALE


La Corte costituzionale 22/11/2012 n. 258 Dichiara l’illegittimità costituzionale del terzo comma (corrispondente all’attualmente vigente quarto comma) dell’art. 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento "Nei casi previsti dall’art. 140 del codice di procedura civile (...) si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600", anziché "Nei casi in cui nel comune nel quale deve eseguirsi la notificazione non vi sia abitazione, ufficio o azienda del destinatario (...) si esegue con le modalità stabilite dall’art. 60, primo comma, alinea e lettera e), del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600".
Tali disposizioni sono costantemente interpretate dalla giurisprudenza di legittimità e di merito, ormai assurta a diritto vivente (ex plurimis, Corte di cassazione, sentenze n. 14030 del 2011; n. 3426 del 2010; n. 15856 e n. 10177 del 2009; n. 28698 del 2008; n. 22677 e n. 20425 del 2007), nel senso che, se il destinatario dell’atto di accertamento è temporaneamente assente dal (noto) suo domicilio fiscale (sia esso la casa di abitazione, l’ufficio od il luogo in cui esercita l’industria o il commercio) e se non è possibile consegnare l’atto per irreperibilità, incapacità o rifiuto delle persone legittimate alla ricezione (in altri termini: se ricorrono i casi di irreperibilità cosiddetta "relativa", previsti dall’art. 140 cod. proc. civ.), la notifica si perfeziona con il compimento delle attività stabilite dall’art. 140 cod. proc. civ., richiamato dall’alinea del primo comma dell’art. 60 del d.P.R. n. 600 del 1973 ("La notificazione (...) è eseguita secondo le norme stabilite dagli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile"). Occorrono, dunque, per perfezionare la notificazione di un atto di accertamento ad un destinatario "relativamente" irreperibile: a) il deposito di copia dell’atto, da parte del notificatore, nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi; b) l’affissione dell’avviso di deposito (avviso avente il contenuto precisato dall’art. 48 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile), in busta chiusa e sigillata, alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario; c) la comunicazione, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, dell’avvenuto deposito nella casa comunale dell’atto di accertamento; d) il ricevimento della lettera raccomandata informativa o, comunque, il decorso del termine di dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata informativa (sentenza n. 3 del 2010 di questa Corte).

giovedì 29 novembre 2012

RICORSO PENDENTE - TEMPO PER PRESENTARE LA PATENTE DI GUIDA ALLA POLIZIA - ART.126


In tema di sanzioni amministrative conseguenti a violazioni del codice della strada, il termine entro cui il proprietario del veicolo è tenuto - ai sensi dell'art. 126-bis, secondo comma, quarto periodo, del codice — a comunicare all'organo di polizia che procede i dati relativi al conducente, non decorre dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell'illecito presupposto, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall'organo di polizia, senza che quest’ultimo sia tenuto a soprassedere alla richiesta in attesa della definizione della contestazione dell’illecito (Cass., Sez. II, 10 novembre 2010, n. 22881).
Corte di Cassazione Civile n. 20534/2012, sez. VI-2 del 21/11/2012

martedì 27 novembre 2012

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE - ESTINZIONE PER INATTIVITA' - COMPUTO 90 GIORNI


Il  Consiglio di Stato sez. IV 2/11/2012 n. 5582  decide che il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti pubblici, ai sensi dell’art. 120 del d.P.R. n. 3 del 1957 , deve ritenersi estinto qualora superi un periodo di comporto di 90 giorni, avendo riguardo di considerare il tempo dell’adozione degli atti e non il tempo della notifica.

domenica 25 novembre 2012

VA RICONOSCIUTO IL LIVELLO SUPERIORE ANCHE AL LAVORATORE PROMISCUO


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 18149 del 23 ottobre 2012, non esclude la prevalenza delle mansioni superiori al fine del riconoscimento del livello superiore, che deve essere comunque riconosciuto indipendente dalla prevalenza delle corrispondenti mansioni.
Il dato letterale di tale norma non esclude il superiore inquadramento sulla necessità della prevalenza delle mansioni superiori nel caso della promiscuità delle mansioni stesse.

lunedì 19 novembre 2012

MOBBING O VESSAZIONI


La Corte di Cassazione, Lavoro, con sentenza n. 18927/2012 ritiene che le vessazioni e le discriminazioni subite sul posto di lavoro devono essere risarcite anche quando manca la prova della sussistenza del reato di mobbing. La Corte infatti afferma che è possibile individuare l'esistenza di un vero e proprio intento persecutorio, individuabile in alcuni singoli comportamenti del datore di lavoro, in correlazione con altri comportamenti denunciati, che possano considerarsi vessatori e mortificanti per il dipendente.

domenica 28 ottobre 2012

INCIDENTI - IL COMUNE DEVE VIGILARE SULLA CONDIZIONE DELLA STRADA


La Corte di Cassazione III civile del 28 settembre 2012, n. 15430, i cui più recenti arresti (v. Cass. 18.10.2011 n. 21508) hanno segnalato, con particolare riguardo al demanio stradale, la necessità che la configurabilità della possibilità in concreto della custodia debba essere indagata non soltanto con riguardo all'estensione della strada, ma anche alle sue caratteristiche, alla posizione, alle dotazioni, ai sistemi di assistenza che lo connotano, agli strumenti che il progresso tecnologico appresta, in quanto tali caratteristiche acquistano rilievo condizionante anche delle aspettative degli utenti, (v. Cass. n. 21328 e 21329/10; 12695/10; 24529/09; 9546/09; 15384/06; 3651/06). Occorre, invero, avvertire che, se si tratta di strada comunale all'interno della perimetrazione del centro abitato (L. n. 1150 del 1942, art. 41 quinquies e succ. mod.), la localizzazione della strada è indice della possibilità di vigilanza e controllo costante da parte del Comune."

domenica 14 ottobre 2012

NOTIFICHE VERBALI - OMESSA NOTIFICA - CONOSCENZA TARDIVA - ANNULLABILITA'



Il ricorrente impugna l’ordinanza del 22 marzo 2010 del giudice di pace di Sassari, emessa ai sensi dell’articolo 23, primo comma, legge 689 del 1981, con la quale veniva dichiarato inammissibile per tardività il suo ricorso proposto avverso sei verbali di accertamento di violazioni al codice della strada.
Il ricorrente chiarisce nel suo ricorso avanti al giudice di pace di aver avuto notizia delle violazioni in questione soltanto all’esito di un accesso effettuato nel dicembre del 2009 ad Equitalia di Sassari e all’esito della richiesta di copia dei verbali avanzata al Comando dei vigili. La Corte di Cassazione con sentenza !5479/2012 accoglie il ricorso del cittadino.

domenica 7 ottobre 2012

GIUSITIFICATO IL LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE SE RIFIUTA DI LAVORARE IL GIORNO DI RIPOSO



È giustificato il licenziamento disciplinare intimato senza preavviso al lavoratore per aver opposto un netto rifiuto alla richiesta dell'azienda, di prestare attività lavorativa nel giorno successivo, il sabato, già destinato al riposo, perché l'operaio di turno sarebbe stato assente dal lavoro. Questa la conclusione cui è pervenuta la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 16248 del 25 settembre 2012.

giovedì 27 settembre 2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA - USO DI FARMACI - MISURAZIONI DISCORDANTI


Etilometro - uso di farmaci che possono alterare il risultato dell'accertamento tecnico
La Corte di Cassazione Penale sez. IV del 13/07/2012 , n. 28388 ha sentenziato che il controllo con L’etilometro non rappresenta una prova legale per cui di fronte alla difesa del ricorrente circa l’uso di farmaci che avrebbero potuto alterare il risultato dell’accertamento tecnico, il giudice ha il dovere di motivare la decisione o comunque di effettuare una valutazione, senza rimettersi asetticamente al risultato dell’apparechio.


Sulle misurazioni discordanti effettuate con l'etilometro è interessante l'indirizzo dato dalla Corte di Cassazione Pen. n. 27954 del 12 luglio 2012.

mercoledì 26 settembre 2012

CANCRO - UNA LOTTA CONTRO CHI?


La lotta contro il Cancro è diventata oramai una battaglia contro il sistema. Il convincimento che una società consumistica , intrinseca di lobby e poteri finanziari , non abbia  interesse  a giungere velocemente ad una cura definitiva del Cancro e dell'HIV, è sempre più reale. Ci si potrebbe chiedere quali possano essere gli interessi che determinino l' osteggiamento ad una eventuale scoperta, ma credo che una risposta in tal senso la possano ormai dare tutti, specificando che è ciò che fa muovere la politica, i poteri finanziari, le banche, le multinazionali farmaceutiche:" IL DENARO". Basti pensare ai costi , quindi ai guadagni per altri, che derivano dalle cure di siffatte patologie. Non è mia consuetudine dilungarmi su argomenti di cosi ampio spessore e interesse semplificando tutto in poche righe, rimetto quindi, a chi volesse fare un’ulteriore riflessione, alla lettura della lettera postata alcuni anni fa in un quotidiano Siciliano.




LA MIA SFIDA CONTRO IL CANCRO ASSASSINO

(Giornale di Sicilia del 18.04.98)
Dal 1992, dopo la morte atroce di mia madre a causa della patologia a margine, mi sono interessato all'eziopatogenesí del cancro. L'ho studiato su tutte le forme di vita, dedicandoci migliaia di ore di studio e di sperimentazione. Attraverso un'indagine ematochimica ho scoperto che etanolammina e gaba erano in eccesso e ammoniaca metabolica in difetto , in tutti gli ammalati di cancro esatninati.
Partendo da questi dati e da due punti fondamentali dell'oncologia sperimentale che: il cancro si sviluppa sui tessuti danneggiati , il carcinogeno per essere trasformante deve essere continuo e l'organismo non possa liberarsene.  Ho dedotto che il carcínogeno doveva derivare da un
metabolismo interno dell'organismo, e come? . Analizzando e studiando l'anamnesi di centinaia di cancerosi ho scoperto che tutti avevano avuto, prima che la patologia avesse superato l'orizzonte clinico, dei problemi all'apparato digerente ho avevano adottato una terapia di antibiotici che
avevano causato un dismierobismo intestinale. Attraverso una ricerca fatta con la banca dati americana, vidi che l'organismo era stato setacciato da parte tutti i ricercatori nel cercare una proteina o un enzima estranea all'ospite ma tutti i tentativi erano stati inutili. Mi convinsi che la
degenerazione cellulare era opera di un carcinogeno chimico derivante da un metabolismo del batteri NE convinsi ancora di più studiando il cancro sulle piante superiori e inferiori e sugli animali. Studiando ecologia microbica scopri che nel 1844 uno scienziato aveva isolato dentro lo stomaco di un paziente affetto di malattia gastrica i batteri sarcina ventriculi.
Ricerche successive hanno,dimostrato che essi non sono mai presenti in individui sani e si sviluppano solo in condizione patologica, non sono ritenuti patologici.  Essi sono acidi resistenti e potenti fermentatori di zuccheri solubili.  Producono etanolo, H2, acido acetico e formico.Questi
due riscontrati nell'analisi delle feci del canceroso. L'etanolo reagendo , per mezzo dell'idrorogeno, con l'acido clon'drico dello stomaco forma un alogenuro alchilico CH3 CI2- C1 veleno esso, ammesso in circolo è tamponato dall'NH3 e dal gruppo SH del glutatione (glutatione reduttasi in eccesso) creando ammine alifatiche di prima ed etantiolo ma un gruppo reattivo si lega al DNA delle cellule dei tessuti danneggiati innescando la degenerazione cellulare.  Soltanto eliminando la causa si potrà ottenere lì remissione della patologia.  L'escissione della, neoplasia non elimina la
causa, infatti il suo ritorno è di norma . Il canceroso muore sempre per arresto cardiocircolatorio paragonabile ad un'intossicato da alogenurí alchilíci.  Adottando la terapia del caso si può prolungare la vita.  Negli animali erbivori il cancro è rarissino perché nel tubo digerente hanno un
enzima cellulasi che gli permette di scindere il legame beta-glicosico di cui è formata la cellulosa , elemento anche della corazza dei sarcina- Perché il Prof Steven Rosemberg nell'asportare una parte dello stomaco di James De Angelo, affetto da cancro, ha scoperto nella zona circostante la
massa neoplastica infiltrazioni di linfociti T e successivamente senza l'utilizzo di farmaci ha visto guarire il paziente?.  La risposta è che il Professore indirettamente elimino la causa, cioè i batteri e il sistema biochimico riequilibratosi ha distrutto ciò che erroneamente aveva creato.
Nel 1932 Moravek e Kishi núsero in evidenza l'alta presenza di K all'interno della cellula, in normale attività fisiologica; contemporaneamente notarono dei valori decrescenti di presenza di K all'interno dei tessuti neoplastici ed in particolare all'interno della cellula del medesimi.  Alle stesse
conclusioni è arrivato Demetrio Sodi Pallares, cardiologo, perché vi sia una malattia di cuore, la morte delle cellule cardiache, bisogna che il sodio entri all'interno della cellula e che potassio e magnesio ne escano. Lo stesso avviene per il cancro. Cosi come il potenziale membrana che scende
gradualmente da -75 a 15 mV.  Tutto questo ci fa capire che la degenerazione cellulare è graduale . Un elemento estraneo all'organismo che attraverso il sangue, sui tessuti danneggiati blocca gli enzimi' e, di conseguenza, tale effetto si ripercuote sul RNA, che è lesionato, L'informazione genetica resta così alterata, e la degenerazione cellulare può presentarsi in qualsiasi momento.  Tutti sappiamo che se un sistema è in equilibrio e uno dei fattori che lo regolano viene variato il sistema si modifica in modo da ristabilire l'equilibrio. Ma se l'elemento che squilibra il sistema viene allontanato si riforma il sistema originale Infatti in oncologia sperimentale quando si interrompe
l'immissione del carcinogeno sulle cavie si ha sempre una remissione, questo avviene anche sulle piante.  Occorrerebbero decine di pagine a disposizione per avallare ancora di più la mia teoria.
Per motivi di lavoro non potendo più continuare la mia ricerca, e dimostrare il tutto, avevo chiesto ai responsabili del settore scientifico Italiano che mi aiutassero ad eseguire il dosaggio del CH3 CH2 CI nei succhi gastrici e/o CH3 CH2 SH nelle urine dei cancerosi ; sebbene l'idea è stata dichiarata valida è da sperimentare MI HANNO CREATO LJN MURO DI SILENZIO ATTORNO ALLA MIA RICHIESTA, COMPRESO I NOSTRI MIMSTRI. Dopo cinque anni sono riuscito a convincere un Docente Universitario a ricavare da una particolare muffa, sotto mia indicazione, una sostanza che è un pool di enzimi capaci di idrolisare composti macromolecolari e
polisaccaridi di cui è composta anche la corazza del sarcina. Esiste un farmaco Americano antitumorale, simile in commercìo ma non è uguale. (si passerebbe subito alla fase due della sperimentazione). Essa è stata testata in vitro su culture cellulari neoplastiche.  Il
risultato è stato che ha innescato un processo , dose/risposta x h , citolitico del 30%.  Il professore si è rifiutato dì comunicare l'esperimento perché non ha la possibilità di decifrare le proteine , manca
di tutto, per spiegare che cosa ha funzionate,) e come ha funzionato. Inoltre, allo stesso, ho consegnato le metodica , a mezzo gas massa, per dosare l'etantiolo nelle urine.  Il Prof. per continuare vorrebbe la mia collaborazione ma io sono impossibilitato, perché sto rischiando di perdere il , lavoro che mi permette di vivere Anche gli amici, che mi hanno aiutato,
sono nella mia stessa situazione Sebbene sto venendo meno a quel giuramento
fatto a mia madre prima di morire, che avrei dedicato la mia vita alla lotta contro il cancro, non posso chiedere alle mie figlie e a mia moglie questo ulteriore sacrificio.  Il vaccino terapeutico, Equilibratore Microelementi Minerali Antibiotico Nucleofilo Elettrolitico, secondo gli elementi che
contiene elimna i sarcína riequilibra il sistema enzimatico quindi anche immunitario e innesca un processo autolitico nel confronti della neoplasia Ma occorre continuare il protocollo della ricerca.  Sette lunghi anni durante i quali ho dovuto elemosinare gli esperimenti adesso per motivi di
lavoro ho dovuto abbandonare. Sto cercando in tutto il mondo qualcuno che possa portare a termine la mia ricerca. Possa Dio avere pietà di quelli che calpestano la dignità dell'ammalato per arricchirsi e di quelli che ci hanno precluso la possibilità di continuare. Ben 16 discipline scientifiche diverse sono state implicate in questa ricerca, implicando decine di amici e di grandi scienziati che mi hanno sopportato, compreso I tecnici delle ditte Dionex e Superchrom. Che Dio gli renda merito per quello che hanno fatto.  Abbiamo sacrificato tutto il tempo) libero e parte delle nostre risorse economiche.  Non abbiamo mai chiesto soldi a nessuno e non intendiamo farlo.  Non chiedevamo ne onori né gloria.  Il nostro grande sogno era di sconfiggere questa patologia e creare
un piccolo Istituto di eziopatologia, scusate se è.troppo.
Palermo, 22/01/99                                    Giovanni Puccio

Tel/fax 0039-091599317
Sito Internet:
www.geocities.com/hotsprings/Sauna/29041
P.S.: A tutti i, navigatori di internet, fate che questo appello possa girare il mondo.  Grazie.
Per qualunque comunicazione





giovedì 20 settembre 2012

LICENZIATO LAVORATORE PART TIME - RIFIUTA DI MODIFICARE L'ORARIO DI LAVORO - ILLEGITTIMITA'


La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, con sentenza n. 14833 del 4 settembre 2012 ha stabilito l'illegittimità del licenziamento del lavoratore part time che rifiuta di modificare l'orario di lavoro.

LAVORO - BUSTA PAGA - ESTORSIONE


La sentenza della Corte di Cassazione n. 31535 del 3 agosto 2012 ritiene configurabile il reato di estorsione ex art. 629 del c.p. da parte del datore di lavoro che costringa il lavoratore , con la minaccia del licenziamento, ad accettare la corresponsione del trattamento retributivo inferiore a quello previsto.

LAVORO - MALATTIA - ADEMPIMENTI DEL LAVORATORE E DEL DATORE


Corte di Cassazione Civile Sezione lavoro 19/7/2012 n. 12051
Malattia - Termine del periodo - Obblighi del lavoratore e del datore di lavoro

La condizione di malattia del dipendente costituisce giustificato impedimento che esclude l'inadempimento dell'obbligo di prestazione lavorativa ex art. 2110 c.c., ma, nel momento in cui cessa la malattia, il lavoratore è tenuto all'adempimento di tale obbligo e, ove offra la prestazione lavorativa, è il datore di lavoro inadempiente ove ingiustificatamente la rifiuti.


LICENZIAMENTO - CONDOTTA COLPOSA DEL LAVORATORE - SANZIONE DISCIPLINARE


Corte di Cassazione Civile Sezione lavoro 16/7/2012 n. 12127
Licenziamento - Condotta colposa del lavoratore - Sanzione disciplinare

Il licenziamento motivato da una condotta colposa o comunque manchevole del lavoratore, indipendentemente dalla sua inclusione o meno tra le misure disciplinari dalla specifica disciplina del rapporto, deve essere considerato disciplinare e, quindi, deve essere assoggettato alle garanzie dettate in favore del lavoratore dalla legge n. 300/1970, circa la contestazione dell'addebito ed il diritto di difesa.

mercoledì 29 agosto 2012

Z.T.L. - CONCORSO DI PIU' VIOLAZIONI - OGNI SINGOLA VIOLAZIONE DEVE ESSERE SANZIONATA


Per la S.C. , Cassazione Civile sez. II 12/4/2012 n. 5809 , ogni illecito deve essere punito con una singola sanzione, in quanto la norma non ha introdotto in materia di sanzioni amministrative l'istituto della "continuazione", analogo a quello penalistico, bensì quello della "reiterazione", corrispondente ad alcune forme dell'aggravante della "recidiva" (art. 99 C.P.).

venerdì 17 agosto 2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA A CAUSA DI ASSUNZIONE DI FARMACI - NON SUSSISTE


La Corte di Cassazione con sentenza 13 luglio 2012, n. 28388 accoglie il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ex art. 186 C.d.S. poiché nell'esame dell'alcoltest non si è tenuto conto dell'assunzione di alcuni farmaci ingeriti dal conducente a causa di una malattia cronica. In sostanza, i giudici di merito , hanno il dovere di valutare tutte le circostanze influenti ai fini della decisione.

giovedì 16 agosto 2012

DISCUSSIONE ACCESA CON IL PROPRIO DATORE DI LAVORO - NON PUO' COMPORTARE IL LICENZIAMENTO


La Corte di Cassazione, con la sentenza 20 luglio 2012, n. 12697, ha deciso che la discussione verbale accesa ed aggressiva nei confronti del proprio datore di lavoro non delinea una causa di licenziamento, in quanto non inquadrabile come atto di grave insubordinazione, così come previsto dall'art. 45, n. 11 del R.D. n. 148/1931

giovedì 19 luglio 2012

FERIE NON GODUTE A CAUSA DELLA MALATTIA - VANNO PAGATE


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 11462 del 9 luglio 2012 ha stabilito che il lavoratore deve essere risarcito delle ferie non godute a causa della malattia, riconfermando e consolidando, nella fattispecie, il proprio orientamento.

martedì 17 luglio 2012

LICENZIAMENTO DI DIPENDENTE AFFETTO DA NEVROSI D'ANSIA - ILLEGITTIMITA' - SUSSISTE


Con la sentenza n. 11798 del 12 luglio 2012 la Corte di Cassazione ha dichiarato che il provvedimento di licenziamento preso nei confronti di un dipendente che abbia disturbi di ansia, o soffra di attacchi di panico e abbia una labilità emotiva esasperata, è illegittimo. Tale illegittimità assurge anche qualora sia stata intempestiva la comunicazione della malattia, poiché anche dal contratto collettivo si evince l’impossibilità di sanzionare un dipendente sul piano disciplinare qualora affetto dalle summenzionate patologie.


sabato 14 luglio 2012

INFORTUNIO IN ITINERE DEVE CONSIDERARSI ANCHE L'AGGRESSIONE SUBITA NELLA STRADA DI RIENTRO A CASA DAL LAVORO


La Cassazione, Sez. lavoro, con sentenza n. 11545/2012 stabilisce che deve ritenersi  infortunio in itinere sul lavoro, l’aggressione subita da sconosciuto nel rientro dal turno di lavoro nella propria abitazione. 

venerdì 13 luglio 2012

FONDO VITTIME DELLA STRADA - SPETTA IL RISARCIMENTO ANCHE SE LA DENUNCIA E' INCOMPLETA



Il fondo vittime della strada deve provvedere al risarcimento del danneggiato anche qualora la denuncia del sinistro sia incompleta. Così ha deciso la  Corte di Cassazione Civile n. 9939, sez. III del 18/6/2012

PERSONALE SANITARIO - INQUADRAMENTO


L’inquadramento nei ruoli regionali del personale sanitario, deve avvenire con il richiamo alla situazione giuridicamente acquisita del dipendente alla data del 20/12/2979, con l’impossibilità di alcuna valutazione sull’anzianità e/o successivi inquadramenti attribuiti dall’ente di provenienza (art. 64 ultimo comma d.P.R. 761/1979).  Si esprime sull’argomento il Consiglio di Stato con sentenza n. 3628/2012.

giovedì 12 luglio 2012

LA LEGGE 104/92 SI APPLICA ANCHE AI MILITARI ED ALLE FORZE DI POLIZIA


Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4047/2012,  ritorna sui propri passi e decide che la disciplina che regola l’assistenza ai familiari disabili, sancita e prevista dalla legge n. 104/92, si applica anche agli appartenenti alle forse di polizia e militari. Si chiarisce nella sentenza che l’art. 24 della legge 183/2010 ha sostituito il comma 3 e 5 della legge 104/92,  inerenti rispettivamente ai permessi mensili retribuiti ed alla scelta della sede di lavoro.

martedì 10 luglio 2012

LAVORO - DIFESA - ACCESSO A DOCUMENTI RISERVATI DEL DATORE DI LAVORO



La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7993 del 21 maggio 2012 afferma che, il lavoratore che esibisce atti aziendali riservati ,  attinenti alla sua posizione lavorativa,  in una controversia di lavoro nei confronti del proprio datore di lavoro,  non viene meno ai suoi doveri di fedeltà di  cui all'art. 2105 cod. civ., atteso che il diritto alla difesa in giudizio è prevalente rispetto alle eventuali esigenze di riservatezza dell'azienda.

giovedì 5 luglio 2012

CERTIFICAZIONI DI MALATTIA - MODALITA'


Sul rilascio delle certificazioni per malattia, si esprime ancora la Corte di Cassazione con sentenza n. 3705 del 9 marzo 2012.

TRIBUTARIO - NOTIFICA NULLA SE NON SI DIMOSTRA L'AVVISO DI RICEVIMENTO


La notifica è sempre nulla se non viene prodotto in giudizio l’avviso di ricevimento del destinatario, così ha deciso e ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10689 del 26 giugno 2012.

LE CIRCOLARI NON SONO VINCOLANTI


La Cassazione, con sentenza n. 25170 del 25 giugno 2012 ribadisce che le circolari Ministeriali sono e restano atti  esplicitativi della pubblica amministrazione, di ausilio interpretativo che non determinano vincoli per i destinatari  se in contrasto con un evidente dato normativo. I cittadini non devono pertanto sentirsi vincolati  . La circolare, di materia tributaria, di fatto  non dovrà essere disappliccata dagli uffici amministrativi sottostanti, seppur essa non sia vincolante nemmeno per la stessa amministrazione che l’ha emanata, atteso che  l’ordinamento affida comunque al giudice il compito di interpretare la norma.

lunedì 2 luglio 2012

AUTOSTRADA - CORSIA D'EMERGENZA - SOSTA - LICEITA'



La  Cass. Pen. N. 19170/2012 del 29.6.2012 afferma che la sosta in autostrada , sulla corsia di emergenza, è lecita se sopraggiunge un momento di forte stanchezza.   Nella sostanza, il possibile colpo di sonno,  deve essere paragonato ad una condizione di malessere che giustifica la sosta sulla corsia di emergenza.


mercoledì 27 giugno 2012

AUTOVELOX - PARERE MINISTERIALE


Parere Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 4/6/2012 prot.2934
Direttiva Maroni. Localizzazione postazioni fisse autovelox. Rif. prot. n. 6000/01/02/12/Uff. Depen. Autovelox del 18.05.2012
Con riferimento alla richiesta parere qui inoltrata con la nota in riscontro, si osserva che le conclusioni cui pervengono i Comuni di Ceprano e Ferentino risultano sostanzialmente erronee. E' pur vero che le strade in questione attraversano centri abitati con popolazione inferiore a 10000 abitanti, ma tale condizione non è sufficiente per il mantenimento della qualifica di strada extraurbana.
Infatti, secondo quanto indicato dal punto 6 della Circolare Ministeriale n. 6709/1997, affinché i tratti interessati non costituiscano attraversamenti di centri abitati, devono necessariamente verificarsi anche le ulteriori condizioni di assenza di intersezioni a raso e di accessi privati. di presenza di attraversamenti pedonali protetti, ovvero di divieto di circolazione per i pedoni.
Se tali condizioni sono verificate, il segnale di inizio di centro abitato è apposto in corrispondenza dell'immissione degli svincoli sulla viabilità urbana.
Nel caso dei Comuni di Ceprano e Ferentino tali condizioni non sono verificate, e pertanto i tratti interessati sono a tutti gli effetti strade urbane.
Conseguentemente, dopo i segnali di inizio del centro abitato, non è consentita l'installazione dei dispositivi di cui all'art. 4, c. 1, del Decreto Legge n. 121/2002, convertito con modificazioni dalla Legge n. 168/2002, e successive modifiche, se non su strade urbane di scorrimento, come definite dall'art. 2, C. 3, lett. D), del Codice, e previo decreto prefettizio di individuazione ai sensi del medesimo art. 4, c. 2, del citato Decreto Legge n. 121/2002.
essi possono, tuttavia, essere installati prima di tali segnali, a congrua distanza da essi, e nel rispetto di quant'altro prescritto dalla Direttiva Maroni.
E' fatto salvo il caso di dispositivi presidiati dagli organi di polizia stradale, per i quali l'accertamento delle violazioni è consentito su strade di ogni tipo senza ulteriori formalità.


giovedì 21 giugno 2012

CARABINIERE EFFETTIVO - IDONEITA' PSICO/FISICA - BILIRUBINA INDIRETTA E TRATTI DI IMMATURITA'




Il Consiglio di Stato con sentenza n. !501/2012 è ritornata sulla questione della idoneità psico - fisica di  un Carabiniere effettivo. Nella fattispecie trattavasi della seguente diagnosi:” iperbilirubina indiretta di medio grado con tratti di immaturità “ . Il ricorso del Carabiniere, non è stato accolto. Il rigetto del ricorso,  oltre a riguardare le disfunzioni psico – fisiche del ricorrente,  tratta le modalità nella sua proposizione.   

giovedì 14 giugno 2012

TRASFERIMENTO D'AUTORITA' - GUARDIA DI FINANZA - L. 100/87


Il Consiglio di Stato,  con la sentenza n. 3383 del 7 giugno 2012 , pone in evidenza il mutamento giurisprudenziale secondo cui il trasferimento di unità di personale sia destinato a soddisfare prioritariamente un interesse vitale dell'amministrazione della pubblica sicurezza e dell'ordinamento in generale, la dichiarazione di gradimento del personale, ai sensi del d.m. 29 dicembre 1992, altro non costituisce che una mera manifestazione di assenso o di disponibilità alla nuova destinazione (Cfr. sez. IV, 19/12/2008, n. 6405 e, da ultimo, sez. IV 07/02/2011 n. 814).  Il mutamento è condivisibile nella misura in cui pone un discrimine chiaro nel genus dei trasferimenti (a domanda o d'autorità), sulla base delle esigenze che lo spostamento mira a soddisfare, in guisa che, solo ove vi sia una domanda del dipendente motivata da esigenze o aspirazioni personali possa dibattersi di trasferimento "a domanda". Coglie altresì l'essenza del beneficio riconosciuto, individuabile nella radice organizzativa ed istituzionale dello ius variandi esercitato, contribuendo opportunamente a depotenziare argomentazioni che fondano sull'assenso postumo (le cui ragioni rimangono puramente soggettive e personali) una presunzione iuris et de iure di spontanea e libera volontà, secondo un'inversione logico giuridica che arriva ad obliterare il diritto all'indennità. L'appello è dunque respinto. Avuto riguardo al mutamento del quadro giurisprudenziale, le spese possono essere compensate.

Perché non  viene condannata alle spese di giustizia solo l’amministrazione ricorrente? ”. 

martedì 12 giugno 2012

CARTELLINI MARCATEMPO - FALSO IDEOLOGICO E TRUFFA



Corte di Cassazione Penale sez. V 21/5/2012 n. 19299


Marcatempo - falsa attestazione – 


Integra il delitto di falso ideologico in atto pubblico la falsa attestazione del pubblico dipendente circa la sua presenza in ufficio riportata nei cartellini marcatempo o nei fogli di presenza, in quanto documenti che non hanno natura di atto pubblico, ma di mera attestazione del dipendente inerente al rapporto di lavoro, soggetto a disciplina privatistica, documenti che, peraltro, non contengono manifestazioni dichiarative o di volontà riferibili alla P.A. (Sez.U, n. 15983 del 11/04/2006, Sepe, cui si è conformata la successiva giurisprudenza: La falsa attestazione del pubblico dipendente, circa lapresenza in ufficio riportata sui cartellini marcatempo o nei fogli dipresenza, è condotta fraudolenta, idonea oggettivamente ad indurre in errore l’amministrazione di appartenenza circa la presenza su luogo di lavoro, ed è dunque suscettibile di integrare il reato di truffa aggravata, ove il pubblico dipendente si allontani senza far risultare, mediante timbratura del cartellino o della scheda magnetica, i periodi di assenza, sempre che siano da considerare economicamente apprezzabili …(omissis)

DIVIETO DI SOSTA - VALE IL VERBALE SUCCESSIVAMENTE NOTIFICATO ALL'INTERESSATO E NON ANCHE QUELLO POSTO SUL LUNOTTO DELL'AUTOVETTURA


La Corte di Cassazione Civile sez. IV 25/1/2012 n. 1067 sentenzia che deve ritenersi valido, ai fini delle ragioni che hanno determinato la sanzione e della dimostrazione della notifica,  il verbale successivamente notificato al proprietario del veicolo e non quello lasciato sul lunotto al momento dell’evento.

lunedì 11 giugno 2012

ASSENZE DAL LAVORO PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE


Può essere interessante l’interpellanza posta al Ministero del Lavoro, riguardo alle assenze dei pubblici dipendenti causate da eventi straordinari, quali il notevole flusso di neve caduta, tale da impedire il raggiungimento del luogo di lavoro. Il Ministero, con risposta n. 15 del 7giugno 2012 ,  ha  differenziato il  settore pubblico da quello  privato, specificando che:
a) nel settore pubblico , ha ritenuto che la mancanza della presenza del dipendete a causa dei motivi summenzionati, possa essere ascrivibile ad ipotesi non imputabili al lavoratore, per impossibilità sopravvenuta. Nella fattispecie, tale situazione dovrebbe essere paragonata al cosiddetto factum principis, considerato quale provvedimento d’autorità di chiusura degli uffici pubblici a causa della neve.
B) nel settore privato, il Ministero ha ritenuto, invece, il provvedimento paragonabile  al divieto della circolazione dei mezzi privati sprovvisti delle apposite catene, che non costituisce impedimento di carattere assoluto dell’effettuazione della prestazione lavorativa.
Le due fattispecie prese in esame, liberano in sostanza  il lavoratore da eventuali responsabilità disciplinari,  ed il datore di lavoro, nel caso di cui al capo B), di corrispondere la diaria giornaliera dello stipendio, atteso che comunque il lavoratore del settore privato può fruire dei giorni di permesso retribuito, fermo restando le disposizioni del Contratto Collettivo Nazionale. Nel primo caso, cui al capo A), invece, deve considerarsi un assenza giustificata retribuibile.

giovedì 7 giugno 2012

OBBLIGO DELLA PARTE DATORIALE DI RISARCIRE IL DIPENDENTE CHE ACQUISTA LA DIVISA DI LAVORO


La Corte di Cassazione con sentenza n .8531 del 29 maggio 2012 ha sancito l’obbligo da parte del datore di lavoro di risarcire il dipendente che acquista a proprie spese la divisa di lavoro, qualora essa non venisse fornita,  in contrasto con le obbligazioni derivanti dagli accordi sindacali.      

lunedì 28 maggio 2012

EQUA RIPARAZIONE - PROCESSI NON PIU' LUNGHI DI DUE ANNI


La Corte di Cassazione, con sentenza n. 8283 del 24 maggio 2012, è intervenuta nuovamente sulla durata del giusto processo, accogliendo il ricorso di un cittadino   contro il ministero della Giustizia, che aveva avanzato domanda di equa riparazione di danno patrimoniale e non, subito a causa dell’irragionevole durata del processo, in base alla legge n. 89/2001. La durata del processo era  di tre anni e otto mesi e, in primo grado, la Corte d’appello aveva ritenuto non lungo il tempo trascorso per poter richiedere l’equa riparazione, ma la Corte di Cassazione, con la sentenza sopra citata, ha invece accolto il ricorso affermando che il giusto processo non deve comunque  superare la durata di due anni.

Un altro colpo per la nostra Giustizia lumaca.

sabato 26 maggio 2012

IL TAR ANNULLA IL TRASFERIMENTO DI UN MILITARE - PERCHE' COMPENSARE LE SPESE DI GIUDIZIO??


Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Prima) con sentenza n. 363/2012 ha annullato l'ordine di trasferimento di un militare, poiché posto in essere con «modalità inutilmente e particolarmente pregiudizievoli per le esigenze familiari». Nella circostanza il trasferimento avviene successivamente all’impugnazione da parte del militare del rapporto informativo, con richiesta di accesso agli atti. Sembrava una palese ritorsione da parte dell’amministrazione della Difesa.


Ciò che ancora la Giustizia Amministrativa trova difficile fare, seppure le ragioni siano attribuite al ricorrente e non all’amministrazione resistente , è addebitare le spese alla parte soccombente, quando questa è l’’amministrazione pubblica che ha suscitato l’azione legale della controparte, ma decide quasi sempre per la solita compensazione delle spese, adducendo motivi più o meno valenti. Non vi è invece alcuna difficoltà addebitarle al dipendente pubblico qualora sia questo a soccombere in giudizio. La  Cassazione si è espressa sulla debenza delle spese di giudizio , affermando che le stesse devono essere a carico della parte soccombente, ma la giustizia amministrativa pare trovi sempre qualche difficoltà nel volerle attribuire all’amministrazione Pubblica, seppure essa sia rappresentata dall’avvocatura dello Stato , che ad onor del vero, oggi, deve comunque essere individuata nell’azione e nella responsabilità di un singolo soggetto. In conclusione, per far valere le proprie ragioni, innanzi ai giudici amministrativi, si deve in qualche modo pagare il pegno, anche davanti ad azioni, a dir poco, persecutorie.

Sarebbe il caso di interessare la Corte Europea per la garanzia dei diritti dell’uomo “militare" ?

INCIDENTE STRADALE - VA RISARCITO ANCHE IL FERMO TECNICO DEL VEICOLO


La Corte di Cassazione Civile n. 6907, sez. III del 8/5/2012  ha sentenziato a favore del danneggiato di un sinistro stradale, prevedendo che debba essere risarcito anche per il  fermo tecnico del veicolo.

AUTOVELOX - POSTAZIONI FISSE - STRADE URBANE - INTERVIENE LA CORTE COSTITUZIZONALE


Anche la Corte Costituzionale con ordinanza n. 60 del 19 marzo 2012, dopo innumerevoli sentenze della Corte di Cassazione, sulla caratteristiche delle strade urbane a scorrimento veloce, interviene e chiarisce  che le postazioni fisse degli autovelox possono essere installate esclusivamente su quelle strade che possiedono le caratteristiche minime previste dal codice della strada, senza che i Comuni , con l’avvallo delle Prefetture compiacenti, possano arbitrariamente derogarvi adducendo come giustificazione, la necessità di garantire la sicurezza.

venerdì 25 maggio 2012

SANZIONI DISCIPLINARI - INTERPELLO N. 11/2012 - IN RISPOSTA AL SINDACATO DELLE PROFESSIONI INFERMIERISTICHE




Sindacato delle Professioni Infermieristiche chiede entro quale termine perentorio la sanzione disciplinare di un pubblico dipendente può essere impugnata davanti l’ufficio provinciale del lavoro stante l’inapplicabilità dell’art. 7 della L. n. 300/1970”. Anche le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione delle sanzioni disciplinari possono essere trattate dalle nuove commissioni di conciliazione che, per effetto del mutamento di procedura, potrebbero successivamente proseguire nella trattazione del contenzioso nella veste di collegio arbitrale. le sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei pubblici dipendenti possano essere impugnate sia attraverso l’esperimento del tentativo facoltativo di conciliazione di cui agli artt. 410 e 411 c.p.c., nonché mediante le procedure arbitrali ex artt. 412 e 412 quater, ferma restando comunque l’esperibilità dell’azione giudiziaria negli ordinari termini prescrizionali.

INCIDENTE STRADALE - REATO DI FUGA


Se si tampona un’autovettura lievemente e non ci si ferma a soccorrere l’automobilista tamponato che ha subito un lieve trauma cranico “colpo di frusta” non si incorre nel reato di omissioni di soccorso, dato il tipo di conseguenze del sinistro,  ma nel reato di pericolo  (art. 189 c.d.s. cd reato di fuga), che ne deriva dalla fuga del soggetto dal luogo dell’investimento così da impedire o comunque ostacolare l’accertamento della propria identità personale. Cassazione n. 17220 del 9 maggio 2012.

LAVORO - COMPORTAMENTI DENIGRATORI E VESSATORI - VIOLENZA PRIVATA


I comportamenti denigratori e vessatori di un superiore sul luogo di lavoro, nei confronti dei dipendenti, integrano il reato di “violenza privata”Corte di Cassazione Penale n. 12517/2012, sez. VI del 3/4/2012

RESPONSABILITA' DEL MEDICO - NORMALI CANONI DI PRUDENZA


La responsabilità del medico deve essere addebitata qualora non usi i normali canoni di prudenza e visiti approfonditamente , in una prima visita di controllo presso il pronto Soccorso, il malato che esterna un malore.  Corte di Cassazione Civile n. 6275, sez. III del 20/4/2012

GUIDA IN STATO DI EBBREZZA ALLA GUIDA DI UNA BICICLETTA


La Corte di Cassazione Penale sez. IV 19/3/2012 n. 10684 ritiene che sia perseguibile del reato di guida in stato di ebbrezza anche colui che conduce una bicicletta, anche se in questo caso non prevede la sospensione della patente di guida. La Cassazione penale sezione IV – sentenza 20.03.2012 n. 10912, invece, in merito alla confisca del mezzo, ritiene si possa applicare anche al conducente del veicolo, sebbene non intestatario, ma socio dell'azienda cui esso è intestato.
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ZTL - disabili - utilizzo;

Interessante la sentenza della  della Corte di Cassazione n. 7966 del 30 novembre 2011, che esplicità l'ipotesi della responsabilità penale o meno dell'utilizzo improprio del permesso di circolazione rilasciato agli invalidi

SCADENZA DELLA PATENTE DI GUIDA


Alla patente di guida non può applicarsi la norma di cui all'art. 7 d.l. n. 5/2012,  secondo cui i documenti di riconoscimento scadono nella data del proprio compleanno.
Il Ministero Infrastrutture e Trasporti – Dipartimento per i trasporti la navigazione ed i sistemi informativi e statistici – Direzione Generale Motorizzazione – Divisione 5, concircolare n. 6193 RUdel 05.03.2012, ha precisato che “Nonostante la patente di guida rientri  nel novero dei documenti di riconoscimento di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del citato D.P.R. n. 445/2000, con nota del 22 febbraio 2012, si continua ad applicare, quale norma di carattere speciale, l’articolo 126 del Codice della Strada.

INCIDENTE STRADALE - DEFINIZIONE

Guida in stato di ebbrezza - l'incidente non implica necessariamente la produzione di danni a cose proprie o altrui o lo scontro con altri veicoli o comunque il coinvolgimento di terze persone con danni alle stesse. Infatti, la  Corte di Cassazione Penale sez. IV 26/2/2012 n. 6381, ai fini dell'applicazione delle aggravanti previste del c.d.s., ritiene sia definibile incidente stradale , anche quello  occorso esclusivamente al singolo conducente

ASSICURAZIONE - SI PUO' ASSICURARE UN VEICOLO NON PROPRIO


Più volte mi è capitato di disquisire con l’agente dell’assicurazione  RC auto  per questioni meramente tecniche  e connotabili alle norme che regolano la materia,  e  più volte è capitato di avere notizie fuorvianti e non corrispondenti alle norme ordinatrici. Per essere più chiari, atteso che nel web c’è ancora confusione sul fatto se si possa essere contraenti o meno di un’assicurazione rc per un’autovettura intestata ad un’ altra persona, allego la risposta dell ISVAP, di seguito riportata.

 Il contraente della polizza può essere una persona diversa dal proprietario del veicolo assicurato?
Puoi stipulare una polizza r.c. auto a tuo nome anche se il veicolo non è di tua proprietà. Ricorda comunque che la classe di bonus-malus indicata sull’attestato si riferisce al proprietario del veicolo e non al contraente. Il contraente può essere diverso da una annualità all’altra e può utilizzare la classe bonus-malus del proprietario del veicolo, purché questi rimanga invariato.

SE IL VIGILE SBAGLIA E NON RICORDA ALCUNI DATI IN RIFERIMENTO ALLA CONTESTAZIONE - SI PROCEDE CON QUERELA DI FALSO


Il vigile  che ha elevato una contravvenzione non è tenuto a ricordare tutti i particolari dell'auto indicata nel verbale di infrazione. Lo fa notare la Corte di Cassazione Sez. sesta Civ. - Sent. del 25.01.2012, n. 1069,che ha convalidato una multa per sosta vietata recapiata a un automobilista per un presunto divieto di sosta. Il vigile aveva scritto che l'auto era parcheggiata a ridosso delle strisce pedonali ma l'automobilista sosteneva che si era trattato di un errore e che l'auto non era la sua. In effetti il vigile sentito nel corso del processo aveva sbagliato ad indicare il colore dell'auto. Il tutto però deve essere dimostrato con la querela di falso.

SEQUESTRO DEL VEICOLO E FERMO AMMINISTRATIVO - DIFFERENZE


CircolareMinistero dell'interno 25/1/2012 prot.300/A/580/12/101/20/21/4

Circolazione con veicolo sottoposto a sequestro o fermo amministrativo e violazione dell'articolo 334 del Codice Penale
Nell'ambito dell'attività di controllo svolta dagli organi di polizia stradale, sono state manifestate problematiche interpretative in ordine alle sanzioni applicabili nei confronti della persona che circoli alla guida di un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo ovvero a fermo amministrativo, secondo le disposizioni degli artt. 213 e 214C.d.S.
Allo scopo di fornire un indirizzo unitario che orienti univocamente l'attività di cui trattasi ed alla luce di recenti orientamenti giurisprudenziali che hanno interessato la problematica,ai sensi dell'art. 11, comma 3, C.d.S., con la presente direttiva si forniscono chiarimenti sulle sanzioni applicabili nei casi sopraindicati, che si sostituiscono ed abrogano tutte le indicazioni in precedenza fornite da questo Dicastero in note, pareri ocircolari.
Circolazione di veicolo sottoposto a sequestro amministrativo
Nei confronti della persona, sia essa il trasgressore nominato custode, il proprietario affidatario del veicolo sequestrato ovvero persona diversa dal custode, sorpresa a circolare con un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo ai sensi dell'art. 213 C.d.S., trovano sempre applicazione le disposizioni dell'art. 213, comma 4, C.d.S.
Qualora a far circolare il veicolo sia lo stesso custode, la sanzione di cui trattasi, secondo un recente ed autorevole orientamento giurisprudenziale (1), non concorre con quella dell'art. 334 C.P. in quanto la disposizione del Codice della Strada, essendo norma speciale, prevale su quella dello stesso art. 334 C.P. e ciò anche in ragione dell'assenza di una precisa clausola di riserva penale che non è presente nell'art. 213 C.d.S.
Naturalmente, tuttavia, le sanzioni dell'art. 334 C.P. restano comunque applicabili ove la condotta del custode che fa uso del veicolo non sia limitata alla mera utilizzazione dello stesso, attraverso la sua circolazione sulla strada, ma sia caratterizzata da attività ulteriore che manifesta chiaramente la volontà di distruggerlo o di disperderlo o comunque di sottrarlo definitivamente all'esecuzione della confisca amministrativa.
In ogni caso, inoltre, nei confronti della persona nominata custode che, anche allo scopo di favorire l'abusiva circolazione con il veicolo oggetto del sequestro, abbia provveduto a rimuovere i sigilli apposti dall'organo di polizia stradale che aveva disposto il sequestro amministrativo, trovano applicazione le sanzioni di cui all'art. 349 C.P. che, in nessun caso, possono determinare conflitto apparente di norme con le disposizioni dell'art. 213, comma 4, del Codice della Strada.
2.      Circolazione di veicolo sottoposto a fermo amministrativo
Le indicazioni operative riportate al numero 1 della presente direttiva trovano parziale applicazione anche nel caso di circolazione con veicolo sottoposto a fermo amministrativo.
Sia pure per ragioni diverse, chiarite da recenti indirizzi giurisprudenziali in materia , infatti, in caso di abusiva circolazione con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo ai sensi dell'art. 214, nei confronti della persona nominata custode ovvero che comunque conduce il veicolo sottoposto a fermo avendo consapevolezza della misura limitativa della circolazione, trovano applicazione le sole sanzioni del comma 8 dell'art. 214 C.d.S. Resta, in ogni caso, esclusa l'applicazione delle sanzioni penali previste dall'art. 334 CP che, essendo riferibili solo ai veicoli oggetto di sequestro, non possono in nessun caso trovare estensione analogica ai casi di fermo amministrativo. Infatti, le due misure interdittive della circolazione di cui agli artt. 213 e 214 C.d.S., avendo presupposti e finalità completamente diverse, non possono in nessun caso essere assimilate tra loro ai fini dell'applicazione delle richiamate sanzioni di cui all'art. 334 CP. In tal senso, il rinvio alle procedure del sequestro amministrativo contenuto nell'art. 214, comma 1-ter, del Codice della Strada, serve solo per definire le procedure di applicazione delle due misure ma, in nessun caso, può determinarne una completa identità.
Come per il caso del sequestro amministrativo, invece, anche in caso di rimozione dei sigilli apposti dagli organi di polizia stradale su un veicolo sottoposto a fermo amministrativo ai sensi dell'art. 214 C.d.S., trovano applicazione le sanzioni di cui all'art. 349 CP.
LePrefetture - Uffici Territoriali del Governo sono pregate di volerestendere il contenuto della presente ai Corpi o Servizi di PoliziaMunicipale e Provinciale.
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(1)V. Cassazione Penale, Sezioni Unite, 21.1.2011, n. 1963.

IL PAGAMENTO DELLA SANZIONE NON ESCLUDE IL RICORSO AVVERSO LA SANZIONE ACCESSORIA

La sentenza della Corte di Cassazione Civile sez. II 21/12/2011 n. 28053,  precisa che “Alla stregua dell’indirizzo tracciato dalle Sezioni unite con la sentenza n. 20544 del 2008, in tema di violazioni al codice della strada, atteso che il cosiddetto pagamento in misura ridotta, secondo la costruzione normativa di cui all’art. 202 del codice dellastrada non influenza l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie, l’avvenuto pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria non preclude il ricorso al prefetto o l’opposizione al giudice ordinario rispetto alle sanzioni accessorie, ma comporta soltanto un’incompatibilità (oltre che un’implicita rinunzia) a far valere qualsiasi contestazione relativa sia alla sanzione pecuniaria irrogata sia alla violazione contestata, che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico.”

PROPRIETARIO RESPONSABILE IN SOLIDO NON DEVE ESSERE A PRIORI RESPONSABILE DELLA VIOLAZIONE


Interessante sentenza del Giudice di Pace di Milano, n. 100117 dell'11/01/2012, nella quale specifica che il proprietario del mezzo, seppur responsabile in solido della violazione, non può essere individuato automaticamente come responsabile del mezzo, allorchè questo non venga accertato o vi siano prove che lo dimostrino (artt. 6 e 7 D.L.vo n. 150/2011).

AUSILIARI - LIMITI

La Corte di Cassazione II civile n. 28359 del 22.12.2011 ha ribadito i limiti dell'ausiliario del traffico nel contestare violazioni al c.d.s. diverse da quelle a lui pertinenti. Nella fattispecie ha contestato, ad un automobilista,  la violazione al c.d.s. relativa alla circolazione nelle corsie preferenziali designate alla percorrenza degli autobus

COMUNICARE I DATI DEL CONDUCENTE - CONTESTAZIONI


Il ricorso avverso una contestazione a violazioni del c.d.s. non esonera dall'obbligo  di comunicare i dati del conducente  senza un giustificato motivo. Corte Costituzionale n. 210/2011. La sentenza in esame non riconosce l'incostituzionalità dell'art. 126 Bis del c.d.s. ma non  escluse l'esistenza dei motivi ostativi alla comunicazione dei dati del conducente del mezzo. Si ritiene  perciò  che la pendenza di un ricorso alle contestazioni di merito è un plausibile e giustificato motivo all'omissione della comunicazione dei dati del conducente del mezzo. La Corte costituzionale , con sentenza n. 27/ 2005, «pur non affrontando ex professo il tema», ebbe ad affermare – osserva sempre la difesa statale – che «in nessun caso il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione», dovendo la contestazione ritenersi definita solo «quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi o giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi».
Il Ministero dell’Interno, con la circolare del 5 settembre 2011,n. 7157, chiarisce la non sussistenza dell’omissione collaborativa da parte del cittadino qualora questi non indichi le richieste generalità del conducente. Il ricorso difatti costituisce un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione dei dati della persona che si trovava alla guida del veicolo al momento della violazione del codice della strada, come già affermato dalla circolare del 29 aprile 2011, n. 3971 dello stesso Ministero. L’applicazione dell’art. 126 bis, comma 2, del codice della strada, in base al quale è statuito l’obbligo del proprietario alla comunicazione dell’identità del conducente, non può ritenersi applicabileprima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi.




AUTOVELOX - NULLO IL VERBALE SE L'INFRAZIONE NON E' ACCERTATA DA UN AGENTE DI POLIZIA

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7785 del 5 aprile 2011 ha stabilito che è nullo il verbale di accertamento qualora non emerga in esso, la circostanza che la rilevazione dell'infrazione è stata fatta da un agente preposto al servizio di polizia stradale. 

ORDINANZA INGIUNZIONE VA EMESSA ENTRO 180 GIORNI



Circolazione stradale - Art. 203 del Codice della Strada - Ricorso al Prefetto avverso i verbali - Termini per la raccolta dati e pronuncia - Cumulabilità - Il Prefetto, per lo svolgimento della sua attività di accertamento e decisione può avvalersi del tempo massimo previsto dalla somma delle due scansioni operative, ovvero di 60 giorni per la raccolta dei dati e le deduzioni degli accertatori e di 120 giorni per l'emissione del provvedimento irrogativo della sanzione amministrativa, senza che, a tal fine, abbia alcuna incidenza sul computo totale di 180 giorni l'eventuale trasmissione anticipata (ovvero prima della scadenza del termine massimo prescritto di 60 giorni) degli atti di competenza da parte dell'organo accertatore.

La suprema Corte precisa  che i tempi per l'emissione dell'ordinanza ingiunzione non sono 210 ma bensì 180. Una ipotesi in cui possono essere aggiunti gli ulteriori 30 giorni si verifica quando viene sentito il ricorrente a seguito della richiesta di audizione, oppure,  quando il ricorso viene inviato al Prefetto e non al Comando verbalizzante, atteso che in tal caso i 60 giorni di tempo per produrre le memorie slittano ulteriormente in attesa che l'atto venga a loro inviato dal Prefetto. La S. C. con la sentenza n. 12219 del 6 giugno 2011 ha voluto altresì  precisare che il termine perentorio dei 180 viene assolto dal momento dell'emissione dell'ordinanza e non da quello della notifica. 

OBBLIGO DELLA SEGNALAZIONE DI TUTTE LE POSTAZIONI DI CONTROLLO



Obbligo della preventiva segnalazione dell'apparecchio di rilevamento della velocità - DL 117/2007 -estensione a tutte le postazioni di controllo

giovedì 24 maggio 2012

PATENTE - ART. 216 BIS C.D.S. - COMUNICAZIONE DEI DATI IN PENDENZA DI UN RICORSO


Il ricorso avverso una contestazione a violazioni del c.d.s. non esonera dall'obbligo  di comunicare i dati del conducente  senza un giustificato motivo. Corte Costituzionale n. 210/2011. La sentenza in esame non riconosce l'incostituzionalità dell'art. 126 Bis del c.d.s. ma non  escluse l'esistenza dei motivi ostativi alla comunicazione dei dati del conducente del mezzo. Si ritiene  perciò  che la pendenza di un ricorso alle contestazioni di merito è un plausibile e giustificato motivo all'omissione della comunicazione dei dati del conducente del mezzo. La Corte costituzionale , con sentenza n. 27/ 2005, «pur non affrontando ex professo il tema», ebbe ad affermare – osserva sempre la difesa statale – che «in nessun caso il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l’annullamento del verbale di contestazione dell’infrazione», dovendo la contestazione ritenersi definita solo «quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi o giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi».
Il Ministero dell’Interno, con la circolare del 5 settembre 2011,n. 7157, chiarisce la non sussistenza dell’omissione collaborativa da parte del cittadino qualora questi non indichi le richieste generalità del conducente. Il ricorso difatti costituisce un giustificato e documentato motivo di omissione dell’indicazione dei dati della persona che si trovava alla guida del veicolo al momento della violazione del codice della strada, come già affermato dalla circolare del 29 aprile 2011, n. 3971 dello stesso Ministero. L’applicazione dell’art. 126 bis, comma 2, del codice della strada, in base al quale è statuito l’obbligo del proprietario alla comunicazione dell’identità del conducente, non può ritenersi applicabileprima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi.